INQUIETUDINE

ITALIA - 1946
Pietro ha seguito gli studi del seminario ed è prossimo alla vestizione. In una gita a cavallo incontra Elisabetta, che gli ricorda e gli ridesta una simpatia infantile. Il suo spirito ne rimane turbato, e il giorno della vestizione, quando è il momento per lui d'appressarsi all'altare, sviene. Trova la forza di dichiarare al padre che non può farsi sacerdote; ma il padre indignato lo scaccia. Pietro si trasferisce in città, e messosi negli affari, chiede al padre la sua parte di eredità materna. Può farsi così un'ottima posizione ed è sul punto di fidanzarsi con Elisabetta, quando apprende ch'essa ama un altro. Mentre lascia desolato la casa della fidanzata, incontra sua sorella, che viene a chiamarlo, perché Giacomo è moribondo. Giunto a casa, si rende conto ben presto d'esser stato la causa della rovina dei suoi. Per mandargli la sua parte d'eredità, suo padre s'è dissestato, suo fratello s'è ammazzato di lavoro. Pietro fugge disperato verso il mare, pensando al suicidio; ma il grido di Silvia, una modesta fanciulla, che l'ama segretamente, lo richiama alla ragione. Davanti alla croce, Pietro incontra Silvia, dopo aver domandato perdono a Dio.

CAST

NOTE

IL FILM FATICO' A RAGGIUNGERE LE PRIME VISIONI, FU VISTO DA POCHI E SPARI' QUASI SUBITO DALLA CIRCOLAZIONE.

CRITICA

"Il soggetto è interessante, ma la realizzazione cinematografica è mediocre". (Anonimo, "Segnalazioni Cinematografiche, vol. XX del 1949).
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