Il viaggio di Jeanne

Les grandes personnes

FRANCIA, SVEZIA - 2008
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Il viaggio di Jeanne
Ogni estate, Albert porta la figlia Jeanne, per il suo compleanno, a conoscere un diverso paese europeo. Per i suoi 17 anni, ha scelto una piccola isola svedese, convinto di potervi ritrovare il tesoro perduto di un leggendario vichingo. Ma la casa affittata per il loro soggiorno è già stata occupata da due donne: Annika, la proprietaria, e Christine, una sua amica francese. Le vacanze accuratamente programmate da Albert stanno per prendere tutta un'altra piega, che a Jeanne non dispiace affatto ...
  • Altri titoli:
    Grown Ups
  • Durata: 84'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: MOTEUR S'IL VOUS PLAIT, DFM FIKTION, FILM I VÄST
  • Distribuzione: BOLERO FILM (2009)
  • Data uscita 20 Novembre 2009

RECENSIONE

di Laura Croce

Una vacanza in Scandinavia, nel paesaggio dai colori freddi della costa svedese: una location algida per un film che di emozioni fa rigorosa autonomia, nella miglior tradizione di quel cinema europeo intimistico in cui l’umanità silente ed ermetica si muove lenta in un universo di simbolismi noiosi e scontati. Ne Il viaggio di Jeanne, i rappresentati di questo popolo di celluloide sono un’anonima adolescente francese e suo padre, che l’ha trascinata verso le coste del Nord Europa alla ricerca di un fantomatico tesoro vichingo. All’arrivo in Svezia, però, la casa prenotata per il soggiorno è ancora occupata dalla padrona e da una sua amica. Un incontro imprevisto e fortuito, che aiuterà a smuovere le acque nel rapporto apparentemente perfetto tra padre e figlia.
Di sicuro apprezzabile la tematica del recupero della propria identità da parte di una ragazza cresciuta all’ombra di un padre iperprotettivo, ma ancora ferito dall’abbandono della moglie per togliere le briglie ai propri sentimenti. Un film in cui il climax viene raggiunto attraverso la distruzione del cadavere di una mosca, lascia però molti dubbi sulla sua reale capacità di comunicare qualcosa di nuovo e di fresco, attestandosi così su quella indifferenza e mediocrità che non aiuta il rilancio dell’arte cinematografica contemporanea.

NOTE

- PRIMO LUNGOMETRAGGIO DELLA REGISTA FRANCO-SVEDESE.

- PRESENTATO ALLA '47e SEMAINE INTERNATIONALE DE LA CRITIQUE' (CANNES 2008).

CRITICA

"Nessuna conflittualità farsesca. E' il sobrio paesaggio svedese a parlare più dei personaggi, che si muovono incerti ripresi da lunghi piani sequenza perfettamente calibrati. Una vera chicca. Sentiremo ancora parlare di mademoiselle Demou. La prossima volta il César lo porterà a casa." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 novembre 2009)
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