Il viaggio di Fanny

Le voyage de Fanny

BELGIO, FRANCIA - 2015
Il viaggio di Fanny
Ispirato alla storia vera di Fanny Ben-Ami che a 13 anni, insieme alle sue sorelle, viene lasciata dai genitori in una delle colonie francesi destinate a proteggere i minori dai rischi della Seconda Guerra Mondiale. Lì, le bambine conoscono altri coetanei con cui sono costrette alla fuga, quando si intensificano e inaspriscono i rastrellamenti da parte dei nazisti. Questi bambini dovranno fare appello a tutta la loro forza interiore e al loro coraggio per affrontare pericoli e peripezie nel tentativo di raggiungere il confine svizzero e salvarsi. Dovranno fare i conti con la fame, con il freddo, con l'odio dei nemici, ma incontreranno talvolta persone disposte a proteggerli anche a rischio della propria vita. Anche nelle difficoltà più ardue e nella paura riusciranno però a conservare il loro essere bambini, imparando a essere indipendenti e scoprendo il valore della solidarietà e dell'amicizia.
  • Altri titoli:
    Fanny's Journey
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: libro autobiografico "Le journal de Fanny" di Fanny Ben-Ami
  • Produzione: ORIGAMI FILMS, BEE FILMS, DAVIS FILMS, SCOPE PICTURES, FRANCE 2 CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA, CE QUI ME MEUT
  • Distribuzione: LUCKY RED IN ASSOCIAZIONE CON 3 MARYS ENTERTAINMENT (2017)
  • Data uscita 26 Gennaio 2017

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZIONE DI: FRANCE TELEVISIONS, OCS, WALLONIE; CON IL SOSTEGNO DI: EURIMAGES, FONDATION POUR LA MEMOIRE DE LA SHOAH; IN ASSOCIAZIONE CON: COFIMAGE 27, A PLUS, IMAGE 6; CON IL SOSTEGNO DI: CLOTILDE BACRI HERBO, BERNARD HERBO ET ELECTRINVEST.

CRITICA

"Piacerà a chi non smetterebbe mai di vedere i film sull'Olocausto, almeno quelli che il tasso emozionale lo tengono alto. Lola Doillon (moglie del regista Jacques) non è Steven Spielberg, ma i suoi piccoli attori li guida benissimo. Tanto da imbarcare anche il comune spettatore odierno nell'autobus in fuga verso le Alpi." (Giorgio Carbone, 'Libero', 26 gennaio 2017)

"Un'altra storia sulle persecuzioni razziali, tratta da fatti reali, che si segue con qualche trepidazione. (...) Un film sensibile tra amicizia e solidarietà con giovanissimi, credibili protagonisti. Pazienza se, al solito, i nazisti sono un po' troppo fessi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 26 gennaio 2017)
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