Il vento e il leone

The Wind and the Lion

USA - 1975
Tangeri, ottobre 1904. Mulay Hamid Mohamed el Raisuli, sceicco delle tribù berbere del Riff, rapisce la vedova americana Eden Pedecàris e i suoi due figlioletti, chiedendo per il loro riscatto oro, armi e, soprattutto, la testa del sultano del Marocco, colpevole di tollerare la soggezione del Paese al colonialismo di Francia e Germania. Mentre il caso offre il pretesto, al Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosvelt, per inserirsi tra le due potenze e insidiarne il primato (un corpo di 'marines' occupa con la forza il palazzo del Pascià di Tangeri), il sultano tende un tranello al Raisuli: lo fa, cioè, catturare da una guarnigione tedesca, che dovrà eliminarlo. Disgustata da quel tradimento, però, e soprattutto cedendo alla simpatia che il berbero le ha ispirato durante la prigionia, Eden Pedecaris riesce, con l'aiuto degli stessi 'marines', a restituirgli la libertà.
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION, TECHNICOLOR, METROCOLOR
  • Produzione: HERB JAFFE PER COLUMBIA PICTURES CORPORATION, MGM
  • Distribuzione: CEIAD - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

CRITICA

"Ispirato a un fatto realmente accaduto, il racconto unisce ai pregi dell'avventura, costruita con vivo senso dello spettacolo e con notevole perizia tecnica, propositi di critica storico-politica perseguiti con altrettanto sagace incisività. Alle movimentate vicende del protagonista, infatti, cui la perfetta scansione ritmica, la splendida ambientazione, l'eccellenza figurativa conferiscono una insolita forza di suggestione, fa da supporto - attraverso la rievocazione di un momento dell'espansionismo imperialistico degli Stati Uniti - un'intelligente condanna del cinismo con cui i potenti della terra giocano con la vita dei popoli. Cinismo al quale il film contrappone la figura del capo berbero, esempio - visto con gli occhi affascinati dei due bambini - di impietosa durezza, ma anche di lealtà, di coraggio." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 80, 1976)

"Uno dei più scattanti film d'avventura degli anni '70, forse il miglior risultato di John Milius, con due o tre sequenze memorabili. Magnifico Brian Keith come Teddy Roosevelt. C'è anche un bravo John Huston." (Laura e Morando Morandini, Telesette).

"Probabilmente il miglior film di Milius, regista spesso accusato di tendenze reazionarie. I suoi film non lo smentiscono, divisi come sono tra nostalgia ed esaltazione dell'individualismo. Ma questa volta è il respiro epico a condurre le danze." (Francesco Mininni, Magazine italiano tv).
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