Il tempo dei gitani

Dom za vesanje

JUGOSLAVIA, GRAN BRETAGNA, ITALIA - 1989
Yugoslavia. Perhan, un ragazzo nomade molto timido ed ingenuo, vive in una misera casetta con la vecchia nonna Khaditza, una guaritrice che lo tiene con sé dalla nascita, la sorellina Danira, zoppa ad una gamba per una malattia congenita, e lo zio Merdzan, un po' spostato e con la mania del gioco. Perhan è innamorato di Azra, ma la madre di lei, Ruza, non vuole saperne di lui, povero e senza prospettive di lavoro. In seguito ad un intervento quasi miracoloso di Khaditza sul figlioletto del ricco Ahmed, detto 'Sceicco", la donna prega l'uomo di prendersi cura di Danira e di farla operare in un ospedale di Lubiana. Ahmed promette di fare tutto il possibile e con lui va anche Perhan, che però viene convinto da quest'ultimo a lasciare la piccola in ospedale e a seguirlo in Italia dove si possono fare affari d'oro. Per il ragazzo, l'avventura in Italia si rivela ben lontana dall'immagine idilliaca che aveva prima di partire poiché si trova coinvolto in un'organizzazione criminale che fa capo allo stesso Ahmed. Tempo dopo, ormai ricco e importante, Perhan torna a casa, ma ancora una volta è costretto a fare i conti con una serie di problemi che segneranno tragicamente il suo destino.

CAST

CRITICA

"Si pensi pure a François Truffaut per quel processo di maturazione tra sorriso e malinconia del giovane Perhan o per la bravura di regia con cui Kusturica sa far recitare i suoi attori (bravissimi tutti. Con un voto in più per il protagonista Davor Dujmovic). O si pensi a Milos Forman per quel disegno pungente a piccoli schizzi ora lievi ora chiassosi. Ma è tutto di Kusturica." (Alberto Pesce, 'La rivista del Cinematografo')
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