Il sole sorge ancora

ITALIA - 1946
Dopo l'8 settembre 1943, i soldati abbandonano i loro reparti e ritornano alle loro case. Cesare, arrivato nel suo paese natale, lo trova pieno di sfollati. Il giovane amoreggia con Laura, una sartina, ma non sa resistere alle avance di Matilde, una donna ricca e sposata di cui diviene l'amante. Un giorno i partigiani arrivano in paese per impadronirsi di un camion di farina e Cesare si unisce ai vecchi amici e fugge con loro sulla montagna. Nel frattempo arrivano i tedeschi che stabiliscono un presidio in paese e compiono un vero saccheggio. In seguito alla fucilazione di don Camillo, il parroco del paese, e alla sollevazione di Milano, gli abitanti del paese e gli operai della fornace insorgono contro i tedeschi. I partigiani sono al loro fianco e qualcosa inizia a muoversi nelle coscienze di tutti, anche della ricca Matilde...

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1947 PER PARTICOLARI VALORI ESPRESSIVI E A MASSIMO SERATO COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"II difetto organico del film non consiste, come ha scritto tanta gente, nel fatto che la polemica sociale, che vi è sottintesa, è basata su accuse inconsistenti, su caratteri astratti, su circostanze che non hanno riscontro [...] ma nel fatto che la fantasia, la forza motrice del regista Vergano, non sono riuscite a rendere corpulente, per dirla col Vico, efficaci e correnti quelle grottesche immagini borghesi. II dialogo reticente e l'interpretazione, approssimativa e distratta, non han giovato a dar carne sangue e nervi alla volonterosa (e per certi versi ispirata) regia di Vergano." (Pietro Bianchi, 'Candido', 18 gennaio 1947)

"Il film si propone di esaltare la resistenza; ma non risulta sempre efficace, fatta eccezione per alcune sequenze, che si distinguono per il loro vigore drammatico, come quella relativa alla fucilazione di don Camillo. Il tono troppo apertamente polemico del racconto fa sì che il film non possa assumere il significato di un valido messaggio umano." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. XXXVI, 1954)
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