Il sesso aggiunto

ITALIA - 2011
2/5
Il sesso aggiunto
Alan vive la sua fragilità in balia di un'esistenza fatta di contraddizioni. Tossicodipendente, il giovane ha la percezione di aver smarrito se stesso, ma spinto da un desiderio inconscio di ritrovarsi si deciderà a compiere un percorso di auto-psicanalisi che lo porterà a sentire pulsare dentro di sé un "dio", in forma di amore, che può permettere a chiunque di uscire da ogni forma di dipendenza e da ogni forma di schiavitù.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: GIOVANNI MADONNA E FRANCESCO ANTONIO CASTALDO PER MADCAST
  • Distribuzione: IRIS FILM
  • Data uscita 29 Aprile 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Valeria Francardi
Alan (Giuseppe Zeno) è un eroinomane alle prese con una vita costantemente in bilico. Circondato da amici sieropositivi, da donne con cui condivide le stesse pulsioni masochiste e da una famiglia che non sa come aiutarlo decide d'intraprendere un percorso di autoanalisi.
Un viaggio interiore che lo porta a riemergere dal limbo in cui era intrappolato e che gli restituisce la voglia di lottare: anche solo per quel sogno nel cassetto - diventare calciatore - che non lo ha mai abbandonato.
Dal superamento delle delusioni infantili all'abbattimento delle barriere che lo separano dal padre (Gigi Savoia), dalla presa di coscienza dei propri limiti all'accettazione del rapporto conflittuale con la madre (Cloris Brosca): il tutto attraverso la (ri)scoperta del sesso e dei legami affettivi.
In chiave umana e umanista, la pellicola di Castaldo crea una frattura rispetto ai modelli precedenti del genere “tossico”. Modelli a cui il regista non sembra volersi affatto ispirare. Cercando, invece, un film senza soluzione di continuità con il passato, in cui l'eroina - personificazione e allegoria di una signora tanto irresistibile quanto pericolosa - non è altro che lo spunto per parlare d'amore e di dipendenza nelle loro accezioni più vaste. Amore declinato in ogni sua forma. Dipendenza da qualsiasi cosa generi assuefazione, anche solo emotiva.
Ma è tutto un po' sopra le righe: le inquadrature lunghe e statiche, i tempi narrativi dilatati, la direzione d'attori teatrale e impostata. Il sesso aggiunto punta in alto, forse troppo. Parte bene dalla tematica sociale, ma si perde in un immobilismo solenne e autoreferenziale. E quel che rimane è l'amaro in bocca per un'ottima occasione sprecata.
Al netto delle imperfezioni, però, sopravvive una coerenza di fondo in grado di restituire la vera forza del film: quel senso d'impotenza e di fragilità dei personaggi, messi al muro dalla loro stessa natura. Merito dei bravissimi interpreti e della colonna sonora di un Nicola Piovani che non sbaglia mai.

CRITICA

"A Roma Alan sniffa e si buca di continuo, però trova il tempo di snocciolare massime da cioccolatino. Tipo: 'Quando due stanno insieme e c'è la roba di mezzo si finisce per far l'amore solo con lei'. Che sarebbe 'Il sesso aggiunto' del titolo. Ovvio che giri solo in compagnia di tossici, in disperata ricerca di soldi e droga, mentre la mamma geme e la sorella disinfetti la bambina dopo i baci dello zio. Ma come è compassionevole il pusher Cesare, disposto a dargli la merce contro pagamento in natura. 'Dai su facciamoci!' è il coro generale. Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 29 aprile 2011)

"Se James Ivory avesse rifatto 'Amore tossico' sarebbe probabilmente venuto fuori qualcosa come 'Il sesso aggiunto' di Castaldo. Mai visti degli eroinomani così graziosi e letterari (Alan al papà: 'Ho capito che l'amore di un padre può perdonare ogni cosa e merita di essere perdonato'). In un'Italia fuori dal tempo dove i personaggi vagano senza meta e si chiamano Alan e Nancy, un colpo di scena finale parecchio telefonato svelerà cosa ha spinto il protagonista a bucarsi. Esordio alla regia per uno storico collaboratore di Steno e De Concini. Non si aggiunge molto a racconti di droga ben più vibranti come 'Christiana F.', 'Trainspotting' e il citato 'Amore tossico'." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 aprile 2011)
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