IL SAPORE DELLA CILIEGIA

TA'M E GUILASS

IRAN, FRANCIA - 1997
IL SAPORE DELLA CILIEGIA
Un'automobile bianca attraversa un paesaggio di periferia urbana fatto di colline polverose. Al volante c'è un uomo sui cinquant'anni, il signor Badii, che ha deciso di uccidersi e sta cercando qualcuno disponibile a coprire di terra la tomba che si è scavato, o a riaccompagnarlo a casa, nell'ipotesi di un ripensamento. Badii incontra varie persone: un giovane soldato curdo che si spaventa e scappa; un seminarista afgano che cerca di dissuaderlo ma poi desiste. Infine, un anziano che lavora al museo di storia naturale lo segue più a lungo, gli ricorda le bellezze della vita, il sapore delle ciliege, la luna, la pioggia, ma alla fine accetta di aiutarlo e si danno appuntamento per la mattina dopo. Il suicidio non arriva, e il signor Badii rimane ad osservare se stesso per quello che poteva succedere e non è successo.
  • Altri titoli:
    LE GOUT DE LA CERISE
    TASTE OF CHERRY
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: METAFORA
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1.66:1)
  • Produzione: ABBAS KIAROSTAMI PRODUCTIONS, CIBY 2000
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR ITALIA - MONDADORI VIDEO

NOTE

- PALMA D'ORO AL FESTIVAL DI CANNES 1997

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1997

CRITICA

"Austero e rigoroso, 'Il sapore della ciliegia' (ma nell'originale si parla di un gelso), è il film del maestro Abbas Kiarostami premiato a Cannes con la Palma d'oro: e pretende spettatori alla sua altezza.(...) Suonato su una corda sola intessuto di sapienti ellissi, Il gusto della ciliegia non è forse il film migliore di Kiarostami, ma è comunque opera di un maestro. Da Cannes scrissi: 'Nel '94 la giuria ignorò il capolavoro 'Sotto gli ulivi', stavolta (bizzarria dei Festival) forse gli daranno la Palma d'oro'. Fui profeta." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 16 ottobre 1997)

"Palma d'oro al Festival di Cannes, 'Il sapore della ciliegia' è un film i cui effetti speciali stanno nella poesia e non si percepiscono con gli occhi ma col cuore. Con pochissimi mezzi Abbas Kiarostami ha girato un film intenso e sofferto, lasciando a ognuno di noi il compito di rispondere se la vita sia un obbligo o una scelta. E il quesito è accentuato dal paesaggio, raramente così funzionale. Quello scenario collinoso, arido e polveroso, è simbolo di abbandono e fine imminente o di nuove strade, nuove costruzioni, e dunque di vita che riprende?" (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 26 novembre 1997)

"È un film di terra, 'Il sapore della ciliegia' di Abbas Kiarostami. Una terra aspra, secca, che spesso riempie l'aria di polvere bianca e rossa, rendendola irrespirabile. Una terra desolata, alla periferia di Teheran, scavata da immensi bulldozer, trasformata in sassi e detriti, continuamente trasportata da camion e betoniere. (...) Palma d'oro a Cannes (ex aequo con 'L'anguilla' di Shohei Imamura) 'Il sapore della ciliegia' non concede nulla al tipo di cinema cui siamo abituati. È un cammino doloroso, una speranza di luce, un'occasione per meditare, un messaggio in bottiglia che ci ricorda come, sotto ogni cielo, la vita riservi sempre i medesimi angosciosi interrogativi." (Luigi Paini, 'Il Sole 24Ore', 19 ottobre 1997)
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