Il prescelto

The Wicker Man

USA - 2006
Il prescelto
Lo sceriffo Edward Maulis è chiamato ad investigare sulla sparizione di una ragazza in un'isola remota della costa del Maine. Gli abitanti del luogo però sembrano nascondere un sinistro segreto. Le indagini lo porteranno a scoprire che gli isolani sono fervidi sostenitori di un culto pagano e la sua vita verrà messa in serio pericolo...
  • Durata: 97'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, HORROR, THRILLER
  • Tratto da: ispirato al romanzo e alla sceneggiatura di "The Wicker Man" (1973) scritti da Anthony Shaffer
  • Produzione: MILLENNIUM FILMS INC., ALCON ENTERTAINMENT, SATURN FILMS, EMMETT/FURLA FILMS, NU IMAGE ENTERTAINMENT GMBH, EQUITY PICTURES MEDIENFONDS GMBH & CO. KG III, REDBUS PICTURES, BRIGHTLIGHT PICTURES INC.
  • Distribuzione: MEDUSA
  • Data uscita 1 Dicembre 2006

RECENSIONE

di Paolo Zelati
Ormai si può parlare di triste certezza: l'horror dei favolosi anni ‘70 non può proprio riposare in pace. Ciondolanti e svogliati come gli zombi di Re George Romero, i titoli migliori di uno dei periodi più fecondi della storia del cinema ritornano sugli schermi "grazie" al fenomeno mestamente noto come Remake Mania. Se in pochi fortunati episodi (Le colline hanno gli occhi, L'alba dei morti viventi) il prodotto "rifatto" assume una nuova e interessante dignità contemporanea, nella maggior parte dei casi (uno per tutti: Non aprite quella porta) ci si trova di fronte a pellicole imbarazzanti. Il prescelto fa parte, purtroppo, di questa seconda categoria. A parziale scusante dell'altrove ottimo regista Neil Labute (Nella società degli uomini) bisogna sottolineare quanto fosse difficile confrontarsi con il cult originale The Wicker Man diretto nel 1973 da Robin Hardy. Mistico, sfuggente e velato da un'aura di mistero l'horror di Hardy racconta di un poliziotto fervente cattolico che, con l'intento di ritrovare una bambina scomparsa, si reca a Summerisle, un'isola in cui vigono le leggi pagane di una strana società patriarcale governata da uno straordinario Christopher Lee: pagherà con la vita la sua curiosità. Labute sostituisce quello che era il punto focale della pellicola originale - lo scontro religioso - con un molto più banale scontro dei sessi. L'organizzazione sociale si trasforma così da patriarcale a matriarcale, con gli uomini dell'isola ridotti a muti muli da soma e comandati a bacchetta da un esercito di donnine capeggiate da un'icona dell'horror settantesco come Ellen Burstyn (L'esorcista). A parte questo "piccolo particolare" e un altro dettaglio che preferiamo non svelare, la trama ricalca abbastanza fedelmente la storia originaria. Ma il vero problema de Il prescelto è la completa apatia: manca il mistero e l'annullamento di ogni forma di inquietudine (se non si contano le bruttissime sequenze oniriche ormai usate, a sproposito, da chiunque) è pressoché totale. Labute, forse troppo preoccupato di realizzare un film "personale", perde di vista i personaggi quasi subito e banalizza uno spunto (lo scontro tra i sessi) che poteva diventare interessante. Nicolas Cage, poi, recita con l'espressività di un branzino al forno. Peccato.

NOTE

- REMAKE DELL'OMONIMO FILM DEL 1973 DIRETTO DA ROBIN HARDY, IN CUI CHRISTOPHER LEE INTERPRETAVA IL PERSONAGGIO DI 'LORD SUMMERISLE' TRASFORMATO IN QUESTA VERSIONE IN 'LADY SUMMERILSE' INTERPRETATA DA ELLEN BURSTYN.

- PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006) NELLA SEZIONE 'MEZZANOTTE'.

CRITICA

"Un film inglese dei primi anni Settanta, 'Ther Wicker Man', un vero e proprio culto. (...) Ora, siccome il cinema non ha proprio un briciolo di idee, ha pensato bene di proporre un remake 'alla rovescia', per la regia di Neil LaBute e l'interpretazione di Nicholas Cage nel ruolo del poliziotto. Rispetto all'originale, la copia sovverte il dato fondamentale, trasformando la comunità di Summerisle, la piccola isola set degli eventi, in una società agro-pastorale dell'Ottocento, pagana e patriarcale. Proprio il dato femminile rappresenta la novità. LaBute prosegue una sua indagine personale sul rapporto tra i sessi, già iniziata con 'Nella società degli uomini'. A parte il discorso sugli 'studi di genere', non molto altro c'è da dire (e farsi sorprendere) di questo 'Il prescelto', titolo italiano che già svela tutto. Come dire, una dimostrazione in più della prorompente fine del cinema che mangia se stesso e il suo passato in una bulimia nient'affatto creativa." (Dario Zonta, 'l'Unità', 1 dicembre 2006)

"Fra le strane accoppiate del cinema, poche sono strane come quella che assortisce il regista Neil LaBute e un film di una trentina d'anni fa oggetto di cult tra i cinefili anglosassoni. Se la pellicola era un horror erotico, pieno d'atmosfera e giocato sulla contrapposizione tra etica calvinista e paganesimo, LaBute pareva lontano mille miglia da quel tipo di soggetto. E lo era; il che non gli ha impedito di mettervi mano, scrivendone anche la sceneggiatura. A suo dire, la nota originale consiste nell'aver trasformato la comunità patriarcale del modello in un matriarcato, mettendo l'accento sulla guerra dei sessi. Sarà così, salvo che la variante poco aiuta. Quel che manca crudelmente al 'Prescelto' è il senso della suspense, la capacità di far crescere le situazioni e, assieme ad esse, la tensione emotiva. Il tutto si risolve in un prodotto dalle situazioni telefonate, eppure noioso, con misteri così poco misteriosi che anche il più candido degli spettatori mangia subito la foglia. Ben di rado brillante, Cage è ai minimi sindacali." ('la Repubblica', 1 dicembre 2006)

"Remake di un horror esoterico-sensuale con Christopher Lee ('73), un viaggio orgiastico ai confini del mondo, il film testimonia oggi ascesa e caduta di un bravo regista, Neil Labute, che aveva già accusato delle peggio cose il maschio americano in 'Nella società degli uomini'. (...) Il resto è finto folklore, finta paura, finti attori (Cage scalcia al suo peggio) e finto thriller. Di vero rimane il paesaggio e il fatto che è un film incapace di comunicare ogni mistero." (Maurizio Porro, 'Corriere della Serra', 1 dicembre 2006)

"Rifacimento di 'The Wicker Man', film inglese del 1973 diretto da Richard Hardy con Edward Woodward, Britt Eklund, Christpher Lee, già allora definito 'all'antica' ma divenuto oggetto di culto per gli appassionati dell'horror. (...) L'intrigo è interessante: non si capisce perché il sarcastico regista e teatrante LaBute ('Nella società degli uomini', 'Amici e vicini') lo abbia diretto tanto distrattamente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 dicembre 2006)

"Remake dell'horror erotico 'The Wickerman', diretto nel 1973 da Robin Hardy, 'Il Prescelto' di Neil LaBute utilizza lo sfondo thriller per mettere in scena la guerra dei sessi e non quella fra religioni, al centro del film originale. Infatti al posto di Lord Summerisle (interpretato nel '73 da Christopher Lee), crea Lady Summerilse (Ellen Burstyn) e la pone alla guida della matriarcale comunità del Maine. Le differenze fra i due film, però, non sono finite qui. Purtroppo. Perché, se Hardy raccontava lo sgomento del religiosissimo sceriffo di fronte al sacrificio umano di chi venera gli dei della fertilità, realizzando un film giocato su atmosfere noir e dubbi etici, LaBute punta invece sulla trita e ritrita guerra dei sessi. E tutto il resto è noia: thriller inesistente, zero suspense, zero colpi di scena. Nicolas Cage, poi, mantenendo la stessa espressione della locandina del film dal primo fotogramma all'ultimo, non aiuta..." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 8 dicembre 2006)

"Remake di 'The Wicker Man', horror inglese del 1973, 'Il prescelto' ruota intorno alle disavventure di un poliziotto, interpretato da Nicolas Cage, che approda su un'isola dove vive una sua ex-fidanzata la cui figlia è misteriosamente scomparsa. Si ritroverà risucchiato in un incubo: il posto è abitato da sole donne che compiono riti pagani a base di sacrifici umani. Rispetto al vecchio film nel quale il Male era personificato dal sacerdote Christopher Lee, Neil LaBute al malcapitato agente contrappone una comunità femminile dedita a barbare pratiche propiziatorie. Forte l'inizio con il depistante incidente nel quale muoiono madre e figlia, poi la descrizione del mistero e dell'ostilità dell'isola si appiattisce. Sono lontani il Weir di 'Witness' e lo Shyamalan di 'The Village'." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 9 dicembre 2006)
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