IL MURO DI GOMMA

ITALIA - 1991
IL MURO DI GOMMA
Nel 1980 nel pressi di Ustica, un aereo civile, il DC 9 della "Itavia" con ottantuno passeggeri a bordo, esplode in volo e precipita in mare a tremila metri di profondità. Dalla direzione del "Corriere della Sera", l'inchiesta giornalistica su questo tragico incidente viene affidata al giovane Rocco, un valido collaboratore: costui comincia un'indagine più che faticosa, mentre si fa sempre più acuto lo strazio delle famiglie per tanti innocenti precipitati negli abissi marini. Rocco si trova non solo davanti ad un enigma, ma di fronte a silenzi ufficiali o versioni inattendibili, Servizi segreti ammantati di mistero, sfere militari evasive o pronte ad ogni smentita, magistrati lenti o condizionati, politici quasi sempre inabbordabili, periti ed esperti impotenti. Il recupero in mare dei resti del DC 9, effettuato da due diverse imprese straniere (la seconda delle quali è marsigliese, molto legata ai Servizi segreti francesi) rivela lacune inconcepibili, per la mancanza di reperti importanti. Il giornalista resta coinvolto nella sua allucinante inchiesta, in cui tutto appare possibile e niente è basato sul sicuro, poichè la mera verità è costantemente rimossa da una volontà occulta e da una paura generalizzata. L'ipotesi che l'aereo Itavia sia stato colpito da un missile appare la più plausibile. Rocco ha compiuto una impresa difficile, mille volte ostacolata, anche rischiosa, ma la sua indagine non ha messo in luce che una parte della verità. La tragedia resta nascosta ed allontanata nel tempo e nella memoria dietro cortine spesse e comode, mentre resta vivo e cocente il dolore dei familiari per queste vittime innocenti.
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: NORMALE A COLORI
  • Produzione: TRIO CINEMA E TELEVISIONE S.R.L. - PENTA FILM
  • Distribuzione: PENTA - L' UNITA' VIDEO, PANARECORD

NOTE

DAVID DI DONATELLO 1992 PER MIGLIORE FONICO DI PRESA DIRETTA (GAETANO CARITO).

CRITICA

Si è visto il meglio, per impatto emotivo e critico, per capacità di accusa profondità di incisione. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo)
"Muro di gomma" è uno spettacolo piatto sciatto, al puro servizio di una sceneggiatura che vorrebbe essere tagliata con l'accetta ed invece si disperde nei tocchi coloristici, negli aneddoti e negli slogan effettistici. (Valerio Caprara, Il Mattino) Quell'autentica marcia trionfale della democrazia che ci elettrizzò in tanti film americani... (Tullio Kezich, Il Corriere della Sera)
E' lodevole che "Il muro di gomma" non carichi le tinte. Sa di non averne bisogno, perchè la tragedia di Ustica grida da sola. (Giovanni Grazzini, Il Messaggero)
Da "Il muro di gomma", nessuno può uscire vincente, gli si chiedeva un contributo serio, senza colpi di scena e facili emozioni sul mistero che turba tante coscienze, e il film vi si adegua con una narrazione limpidamente precisa e un interrogativo finale condiviso da ogni spettatore: l'Italia sta diventando il paese delle menzogne? (Alfio Cantelli, Il Giornale)
Risi e i suoi sceneggiatori Petraglia, Purgatori e Rulli non danno prova di particolare originalità nel l'organizzare il racconto. (Franco, Colombo, L'Eco di Bergamo)
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