Il mio corpo

SVIZZERA, ITALIA - 2020
4/5
Il mio corpo
In una Sicilia profonda e abbandonata Oscar, il figlio di un rigattiere, e Stanley, un giovane immigrato, vivono ai margini della società. Oscar e il fratello maggiore, Roberto, lavorano con il padre raccogliendo ferraglia dalle discariche abusive. Ogni metallo ha il suo valore e la famiglia di Oscar sopravvive trasformando i rifiuti altrui in una nuova merce di scambio. È un lavoro estenuante, svolto per un padre-padrone incontentabile. Omar e Roberto sono legati da una storia comune ma il maggiore, impegnato a primeggiare per sopravvivere, si sottrae al ruolo di alleato, lasciando Oscar da solo. Per Stanley il peggio sembra essere alle spalle: ha un piccolo appartamento per sé, un permesso di soggiorno di due anni e un amico con cui dividere un piatto di banku e qualche ricordo. Potrebbe lasciare la Sicilia e tentare la fortuna in un paese che gli dia una vera chance, ma qualcosa lo trattiene in questo limbo. Un lavoro stagionale lo porta nell'entroterra profondo, in terre di vecchie miniere abbandonate e pascoli. In questo luogo dimenticato, tra detriti e ferraglia, le solitudini di Oscar e di Stanley si sfioreranno per un breve momento.
  • Durata: 82'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP (1:2.39)
  • Produzione: JOËLLE BERTOSSA, FLAVIA ZANON PER CLOSE UP FILMS, GIOVANNI POMPILI PER KINO PRODUZIONI, CON RAI CINEMA E RSI RADIOTELEVISIONE SVIZZERA ITALIANA
  • Distribuzione: ANTANI DISTRIBUZIONE IN COLLABORAZIONE CON KIO FILM
  • Data uscita 26 Febbraio 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini

Guardando questo film verrebbe da dire: Il mio corpo è una gabbia. Coproduzione svizzero-italiana con cui il regista Michele Pennetta chiude idealmente la sua trilogia siciliana (‘A lucata nel 2013 e Pescatori di corpi nel 2016), nella quale si era confrontato con una riflessione sull’illegalità e la legalità. 

Oscar, poco più che bambino, passa le sue giornate recuperando ferraglia per suo padre e occupandosi di rivenderla, e Stanley, un giovane immigrato nigeriano, che fa le pulizie nella chiesa del villaggio in cambio di ospitalità e di un po’ di cibo.

Due storie che corrono lungo due binari paralleli e che non si intersecano. Due vite che apparentemente non hanno nulla in comune se non la totale mancanza di prospettive e di futuro. E un luogo da condividere: un’isola che li tiene prigionieri.

Il mio corpo

In questo entroterra siciliano fatto di lande gialle e selvagge, di miniere di zolfo abbandonate, un tempo luoghi affascinanti e oramai testimoni di un benessere e di una ricchezza perduti, si muovono queste due anime in pasto al mondo, succubi del proprio destino fatto di scelte altrui. I loro corpi, ingabbiati da sbarre immaginarie, ma non per questo meno resistenti, nel mezzo di questo territorio brullo e arido, abbandonato e disastrato, trovano un respiro di libertà solo in brevi momenti fatti di discese in bicicletta, balli, basket e bagni al mare.

A metà tra il doc e il cinema di finzione, anzi si potrebbe definire un film del reale, Il mio corpo (on demand sulle piattaforme Zalabb, #iorestoinSALA, CG Digital e dal 18 marzo su Chili, distribuito da Antani Distribuzione in collaborazione con Kio Film) ci restituisce un frammento di realtà e di verità, frutto di un incontro e di un’osservazione antropologica, e ci racconta due esistenze ai margini con grande forza e poesia. 

NOTE

- CON IL SOSTEGNO DE: L'UFC, CINÉFOROM, LOTERIE ROMANDE E SUISSIMAGE.

- PREMIO 'RAFFAELLA FIORETTA', ALLA XVIII EDIZIONE DI 'ALICE NELLA CITTÀ' (2020), SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

- DISPONIBILE ON DEMAND DAL 26 FEBBRAIO 2021 SULLE PIATTAFORME ZALABB, #IORESTOINSALA, CG DIGITAL E DAL 18 MARZO 2021 SU CHILI.

- IL FILM CONCLUDE LA "TRILOGIA SICILIANA" CHE COMPRENDE "A IUCATA" (2013) E "PESCATORI DI CORPI" (2016).
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