Il mi$$ionario

Le missionnaire

FRANCIA - 2009
2/5
Il mi$$ionario
Mario Diccara ha scontato la sua pena a sette anni di carcere ed ora è finalmente libero. Tuttavia, Mario ha ancora in sospeso alcuni conti con la mala e per questo ha bisogno di un posto dove trovare rifugio e far calmare le acque. Si rivolge quindi a suo fratello Patrick, sacerdote, che lo indirizza presso un collega, parroco in un paesino dell'Ardèche. Giunto sul posto, però, Mario avrà una bizzarra sorpresa poiché Padre Etienne è deceduto e gli abitanti del paese pensano che lui sia il suo sostituto...
  • Altri titoli:
    Hallelujah!
    Il missionario
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: LUC BESSON PER EUROPACORP, TF1 FILMS PRODUCTION, CIBY 2000, CANAL +, TPS, CNC, REGIONE RHÔNE-ALPES
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES (2010)
  • Data uscita 19 Febbraio 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Il delinquente e il prete, e viceversa. Il ladro esce di prigione e si finge prete, l'altro, il fratello sacerdote, lo aiuta a piazzare il bottino e finisce per trovare il vizio: auto di lusso, prostitute e cocaina. E' la (non) strana coppia de Il Mi$$ionario, diretto da Roger Delattre, prodotto da Luc Besson e interpretato da Jean-Marie Bigard (il ladro, anche coautore della sceneggiatura) e Doudi Strajmayster (il prete).
Classica e innocua commedia degli equivoci, che parte con un criminale alla Lino Ventura e finisce con un prete - sempre lui - alla don Camillo, il film si barcamena tar battute da osteria e scherzi da prete, forse senza infamia, sicuramente senza lode, eccetto per Bigard (irriverente e sboccacciata star comica d'Oltralpe), che fa di tutto per crederci e farci credere, sia dalla galera che sul pulpito. Ovviamente, non basta per fare proseliti, ma la predica edificante e buonista di Delattre risulta più digeribile. Chissà che in sala non troviate un altro missionario: il Carlo Verdone di Io, loro e Lara...

CRITICA

"Due nomi com e Jean-Marie Bigard e Doudi Strajmayster sono sconosciuti qui da noi. Invece in Francia, specialmente il primo, sono da anni largamente applauditi e festeggiati, soprattutto quando calcano le scene in ruoli così scopertamente comici da rasentare la farsa, il secondo con la specialità curiosa di vestire panni femminili. Adesso, un autore serio e rispettato come Luc Besson ha pensato di metterli insieme in un film da lui finanziato, affidandone la regia a un quasi esordiente, Roger Delattre che, date le virtù sceniche e creative di Bigard, il testo se l'è fatto scrivere anche da lui. Ecco così Bigard al centro di tutto. (...) La regia di Delattre ha puntato molto sui vezzi comici di Bigard (e, non solo di sfondo, su quelli di Doudi), spesso è scivolato nel facile, con gli equivoci un po' pruriginosi del prete finto e del prete vero in mezzo a varie donnine non precisamente castigate, ma in genere un certo divertimento lo ha ottenuto, come lo ottengono, di solito le commedie degli equivoci. Il merito va comunque dato a quei due protagonisti che, sia pure passando dal teatro al cinema, e pur esagerando un po', dei risultati li raggiungono. Non serviva altro." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 febbraio 2010)

"Classica farsa alla francese, di livello regionale. (...) Il protagonista Jean-Marie Bigard è uno di quegli attori ruvidi alla Jean Gabin, molto bravo: senza forzare, rende credibile una blanda polemica antigerarchia cattolica e riesce ad essere divertente, commovente." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 febbraio 2010)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy