Il massacro degli innocenti

Slaughter of the Innocents

USA - 1993
Il massacro degli innocenti
Negli Stati Uniti, una giovane madre, trova le due figliolette massacrate. Le ricerche dell'assassino portano all'arresto di un giovanotto, Bobby Martel, che è stato certamente presso il luogo del delitto quella sera, lasciando indizi che lo accusano. Martel viene condannato a morte, nonostante ripeta d'essere innocente. Inutilmente un agente dell'FBI, Stephen Broderick, chiede altre analisi, perché ha scoperto che nell'interno della casa non esistono impronte dell'accusato. Broderick ha un figlio ancora bambino, Jesse, così esperto nell'uso dei computer, da poter aiutare validamente il padre e a volte superarlo. Senza attendere altro, però, l'implacabile direttore del carcere fa "giustiziare" Bobby con dolorosissime iniezioni letali. Ma Stephen continua le indagini. Intanto nello Utah, un omaccione barbuto e dall'espressione esaltata, ha ucciso ferocemente il padrone di un bar...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Specifiche tecniche: PANORAMICO
  • Produzione: FRANK K. ISAAC PER SHAPIRO-GLICKENHAUS ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: ITALIAN INTERNATIONAL FILM

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1994

CRITICA

"Ragazzo eroe, ragazzo salvatore dei ragazzi vittime, gli innocenti del titolo. Senonchè si può essere vittime innocenti in tanti modi. Quelle del film di Glickenhaus lo sono nel modo più turpe, preda di un'abominevole setta religiosa che semina il terrore nell'Utah e dintorni. E qui entriamo nel gore, nell'horror di bassa macelleria. Poteva essere un abbinamento inquietante, provocatorio. In pratica è semplicemente uno dei tanti difetti macroscopici di un film quanto mai sgangherato, che ignora la logica e il rigore più elementari del romanzo di peripezie. Preferisce distribuire a pioggia piccoli motivi di realtà, senza riuscire a riunirli nel filo del discorso: le sette religiose, il neonazismo, l'agente dal grilletto facile, la pena di morte, tutti elementi del caleidoscopio statunitense che si sbriciolano a causa di una regia corriva e priva di personalità. Glickenhaus, che scrive e dirige i suoi film, al limite lo possiamo chiamare un autore; un autore di cui è difficile stabilire quale sia l'aspetto più deplorevole: se la scrittura o la regia." (Callisto Cosulich, 'Paese sera', 17 agosto 1993)

"Horror biblico, cupa fiaba hi-tech, catalogo di macabre visioni modulate sulle frequenze di un immaginario collettivo sovraffollato di assassini psicopatici e perversioni praticate a ritmi industriali, 'Il massacro degli innocenti' ('Slaughter of the Innocents') ricicla paure archetipiche e materiali della cronaca più allucinante, buie figure ancestrali e un'iconografia sacra fanaticamente ribaltata/delirata nella turpe messinscena di una demenza blasfema e demoniaca." ('Il Messaggero')

"Un po' thriller e un po' film per teenager, Il massacro degli innocenti non è completamente riuscito e mette insieme troppe ambizioni (c'è dentro il rapporto padre-figlio, il fenomeno delle sette religiose, il tema della pena di morte). Il tutto è condito con qualche salto logico e qualche episodio incomprensibile (come quello della caccia al fanatico nazista). E poi al piccolo Jesse gli vanno tutte bene per farlo risultare simpatico: prende l'aereo da solo, attraversa il deserto in motocicletta, casca, si rialza e prosegue imperterrito senza nemmeno un graffio o uno strappo alla sua divisa così perfetta che sembra una pubblicità della Benetton. Ma James Glickenhaus ('Exterminator', 'Blue Jeans Cop', 'McBain') è regista di buona maestria e riesce a costruire una discreta suspense che si scioglie nello spettacolare finale con una sequenza di una visionarietà non comune." (Renato Pallavicini, 'L'Unità')
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