Il manoscritto del Principe

ITALIA - 2000
Il manoscritto del Principe
A Roma, oggi. Da tempo Guido Lanza segue con ostinazione Marco Pace, nell'intento di avere un colloquio con lui. Pace però si nega, svicola, evita sempre l'incontro. A Palermo, alla metà degli anni Cinquanta, i due erano giovani e vivaci discepoli del principe Tomasi di Lampedusa. Marco è di estrazione borghese, figlio di un noto professionista, e ascolta avidamente le lezioni di letteratura inglese impartite dal principe. Guido è aristocratico, vive l'atmosfera della famiglia e del principe può considerarsi il figlio adottivo. E' proprio a cena a casa Tomasi che Marco e Guido si conoscono e cominciano un'amicizia destinata a passare attraverso momenti ora di intesa ora di incomprensione. Sia nei confronti del principe sia verso altre amicizie anche femminili, emergono le differenze tra i due, delle quali Lampedusa ben si rende conto. Così un giorno Tomasi, in occasione di una visita di Pace, gli consegna un manoscritto, chiedendogli un parere. Giorni dopo, Pace torna e gli dice: "Lei ha scritto un romanzo che non le somiglia". E' "Il Gattopardo", che poco dopo Elio Vittorini rifiuterà, provocando a Lampedusa un dolore non più cancellabile...
  • Altri titoli:
    The Prince's Manuscript
    El manuscrito del Principe
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO
  • Tratto da: liberamente ispirato ai libri "Palermo anni 50" di Gioacchino Lanza Tomasi, "Opere" di Tomasi di Lampedusa, "Ricordo di Lampedusa" e "Distanze diverse" di Francesco Orlando
  • Produzione: GIUSEPPE TORNATORE PER SCIARLÒ S.R.L., IN COLLABORAZIONE CON RAI-RADIO TELEVISIONE ITALIANA
  • Distribuzione: WARNER BROS. ITALIA

CRITICA

"Sarebbe un peccato imperdonabile perdere un film come 'Il manoscritto del Principe', resoconto di squisita finezza dell'incontro avvenuto a Palermo tra un aristocratico e anziano scrittore e due giovani, fervidi allievi. La triangolazione dei difficili rapporti fra i protagonisti sullo sfondo di una società e di una città in disfacimento viene tessuta dal regista Roberto Andò con uno stile sospeso ed elegante, via via incarnato nella traccia di un lascito morale, di un rapporto d'amore per la letteratura così forte da superare ogni differenza di censo ed ogni palpito d'umanissima psicologia". (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 15 aprile 2000).
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