Il gruppo

The Group

USA - 1966
Il gruppo
Nel 1933, terminati gli studi e conseguita la laurea, otto ragazze americane si allontanano dal collegio: Lakey, Dottie, Priss, Polly, Kay, Pokey, Libby ed Helena. Benché le attitudini e le attività di ciascuna ragazza le portino ad abitare in città diverse, occupandosi in differenti settori della vita americana sconvolta dalla crisi economica, la loro amicizia, che le univa durante gli studi e le rendeva membri di un singolarissimo ed invidiato "gruppo", non termina. Le otto ragazze incominciano a collezionare i loro primi errori, le prime disfatte personali. Kay sposa un giovane commediografo, vanitoso, cinico e donnaiolo che presto l'abbandona. Dottie, dopo una breve avventura con un pittore, diventa la rassegnata moglie di un ricco industriale petrolifero. Lakey, fredda e sessualmente deviata, va a vivere con una baronessa tedesca. Priss sposa un ambizioso pediatra che successivamente si serve del loro bambino per i propri esperimenti pedagogici. Libby, diviene una scrittrice sempre più acida e pettegola. Soltanto Polly, Pokey ed Helena riescono a dare un senso alla loro vita. La prima, dopo una infelice esperienza amorosa sposa un serio collega di lavoro; Pokey, ricca e di docile carattere, diventa una felice madre di una numerosa prole, mentre Helena, la più solerte del "Gruppo", cerca di tenere unite, anche se da lontano, le amiche. E' difficile e sarà il dolore per il primo lutto a riunirle...
  • Durata: 150'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, DELUXE
  • Tratto da: romanzo omonimo di Mary Mc Carthy
  • Produzione: SIDNEY BUCHMAN PER FAMARTISTS PRODUCTIONS S.A.
  • Distribuzione: CEIAD (1967)
  • Vietato 14

CRITICA

"L'azione di questo pretenzioso film rimbalza da un personaggio all'altro risultando oltremodo slegata e frammentaria; i personaggi risultano appena abbozzati e spesso non raggiungono neppure la fisionomia del 'tipo': le storie vissute dalle otto ragazze sono assolutamente anodine ed inconcludenti così che l'opera (...) non riesce mai ad interessare trascinandosi stancamente dal principio alla fine." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 62, 1967)
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