IL GIGLIO INFRANTO

ITALIA - 1955
L'attrice Amelia Renzi che recita a Mantova nel 1853, conta fra i suoi corteggiatori il conte Zimmer alto funzionario austriaco. Quando suo padre viene processato per cospirazione e condannato a morte, Amelia nella speranza di salvarlo cede alle amorose insistenze dello Zimmer, ma il padre morirà egualmente, avvelenato da un sicario dello stesso Zimmer Venuta a contatto con la contessa Eleonora Posterla, Amelia è affiliata alla "Giovane Italia", della quale il marito della contessa, Andrea è a Mantova l'animatore. In quel patriottico ambiente l'attrice conosce un giovane napoletano, Ferdinando Esposito, e tra i due fiorisce l'amore. Le relazioni col conte Zimmer permettono ad Amelia di sorvegliare le mosse della polizia. In seguito il conte Zimmer viene trasferito a Milano: mentre Amelia si reca a Venezia per una serie di rappresentazioni. Ella rivede Ferdinando e l'amore li porta al matrimonio; ma ben presto devono separarsi. Il conte Zimmer si vale della collaborazione di Stefano Giuliani, innamorato respinto di Eleonora, per metter le mani sul conte Andrea che viene arrestato. Egli pensa a torto che la moglie l'abbia tradito ed essendo riuscito a fuggire ripara in Piemonte. Eleonora che ha dato alla luce una bambina, si trasferisce a Milano, dove viene assistita ed aiutata da Amelia, madre di un maschietto. Intanto è scoppiata la seconda guerra d'indipendenza cui partecipa Andrea: le truppe franco-piemontesi invadono la Lombardia. Il conte Zimmer malgrado il generoso aiuto di Amelia, viene ucciso dai patrioti. Ferdinando Esposito muore combattendo; Andrea riconosce l'innocenza della moglie e le chiede perdono. Stefano, respinto ancora una volta da Eleonora le spara contro, ma uccide Amelia, che ha fatto schermo di sé all'amica. Anche Stefano viene ucciso. Prima di morire, Amelia affida il figlioletto ad Eleonora.

CAST

NOTE

SOGGETTO: ISPIRATO DA DOCUMENTI STORICI DEL TRIBUNALE AUSTRIACO DEL LOMBARDO - VENETO.

CRITICA

"Malgrado il nobile intendimento di esaltare uno dei più luminosi periodi del risorgimento, il film è riuscito una povera cosa. La vicenda, condotta con tono retorico e melodrammatico, è abborracciata e prolissa (...)". (Segnalazioni Cinematografiche).
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