Il dormiglione

Sleeper

USA - 1973
Il dormiglione
Ibernato nel 1973, all'età di 35 anni, il clarinettista e proprietario di un ristorante per vegetariani, Mike Monroe, si risveglia due secoli dopo in un mondo irriconoscibile. Gli uomini sono diventati tutti impotenti, e le donne frigide; il lavoro manuale è stato affidato a un esercito di robot; sono scomparse le nazioni, spazzate via da una guerra atomica e la Terra è divisa in due distretti, l'oriente e l'occidente. Sulla parte orientale governa, con l'aiuto della polizia e praticando agli oppositori il lavaggio del cervello, un dittatore, il "Leader", nemico dei sovversivi e degli intellettuali. Nel distretto si sta però organizzando un movimento di resistenza capeggiato dal giovane Erno. Scampato agli uomini del "Leader" fingendosi un robot, Mike finisce a fare il maggiordomo in casa di una poetessa, Luna, che converte alla causa dei rivoluzionari e con la quale tenta di raggiungere il quartier generale della resistenza. Catturato e sottoposto al lavaggio del cervello, viene liberato dallo stesso Erno, che affida a lui e Luna un'importante missione. Penetrati in un laboratorio scientifico, nel quale si tenta di "ricostruire il Leader", rimasto ucciso in un attentato, Mike e Luna provocano il fallimento dell'impresa.
  • Altri titoli:
    Dormi ancora, Mike!
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANAVISION - TECHNICOLOR, DE LUXE
  • Produzione: ROLLINS/JOFFE PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UNITED ARTISTS - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

NOTE

- PRESENTATO AL 34. TORINO FILM FESTIVAL (2016) NELLA SEZIONE 'COSE CHE VERRANNO'.

CRITICA

"Il film, commedia surreale e fantascientifica, vorrebbe essere una satira della civiltà tecnologica e della situazione politico-sociale odierna, diagnosticata per mezzo di una rilettura a distanza di due secoli. Il discorso è ampio e impegnato; stemperato in una serie di gags di una comicità stravagante e ricca di non-senso (solo a volte di notevole livello letterario), appare incompiuto e un po' qualunquista. E' troppo superficiale infatti, dire che ogni 'potere' equivale a 'disumana tirannide'; oppure che tecnologia e consumismo combinati sfociano necessariamente nella spersonalizzazione. Più felici, ma sporadiche, sono per conseguenza le singole unghiate ironiche le quali, tuttavia, non oltrepassano il limite della 'boutade' ad effetto su miti o personalità di oggi: Golda Meir, Nixon." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 76, 1974)
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