Il colore del vento

ITALIA - 2011
Un viaggio in mare seguendo il ritmo della canzone 'Crêuza de mä' di Fabrizio De Andrè. Immagini, suoni, musica e storie per raccontare porti e città del Meiterraneo.

CAST

NOTE

- FILM RITENUTO DI INTERESSE NAZIONALE DAL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI-DIREZIONE GENERALE PER IL CINEMA CON IL CONTRIBUTO DI APULIA FILM COMMISSION, GENOVA LIGURIA FILM COMMISSION MEDIATECA REGIONALE LIGURE, REGIONE SICILIA.

- IN CONCORSO ALLA V EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2010) NELLA SEZIONE 'L'ALTRO CINEMA|EXTRA'.

CRITICA

"'Non sapeva né leggere né scrivere mio padre, ma è stato un buon maestro'. Parola di anziana anarchica catalana, che apre il documentario mediterraneo di Bruno Bigoni e ne fa anche da recensione: a vincere sulla forma è sicuramente il contenuto militante e appassionato, che sulle note di 'Creuza de Ma' di De Andrè - è Mauro Pagani a firmare la colonna sonora - rintraccia migranti e speranze tra Lampedusa e Tangeri, la Vlora carica di albanesi a Bari e Violeta che ne scese con un figlio in grembo e oggi è mediatrice culturale e badante. Senza troppe pretese né eccessivi entusiasmi, una Odissea equa e solidale, che va in tour con Teodora." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 14 aprile 2011)

"Commentato dalle musiche di De André e Pagani, un documento attualissimo che trapassa sulle rotte del Mediterraneo coi migranti in rivolta, le memorie di guerra, il razzismo quotidiano, radici di una cultura del viaggio. Testimonianze rare dall'anarchica femminista Pérez, a Tangeri, Lampedusa, Dubrovnik, Libano, Tunisia, finendo nei vicoli genovesi. Bigoni dirige con passione, misurando lo sdegno nelle parole e negli sguardi bellissimi di chi racconta." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 14 aprile 2011)

"Da dove vengono i protagonisti de 'Il colore del vento', nuovo documentario del cineasta milanese Bruno Bigoni concentrato sulle acque del Mediterraneo? Forse «Da un posto dove la Luna si mostra nuda» (il mare), come cantava De Andrè nella canzone capolavoro 'Créuza de ma' (1984) colonna sonora del doc di Bigoni? Acqua. (...) Mare come soglia. Mare come varco rigenerante. Bello ma fin troppo corto. Avremmo voluto più storie, più onde, più immersioni. Mauro Pagani collabora alle musiche. Così il legame con quello straordinario album del 1984 di Fabrizio De Andrè è ancora più forte." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 aprile 2011)
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