Il buono, il matto, il cattivo

Jongheun nom, Nabbeun nom, Isanghan nom

COREA DEL SUD - 2008
Il buono, il matto, il cattivo
Negli anni Trenta il mondo è nel caos. In Asia, la penisola della Corea è caduta sotto l'impero giapponese. Molti coreani si sono rifugiati in Manciuria, un vasto territorio desertico che confina con la loro terra natale e la Cina. Alcuni di loro, inevitabilmente, si sono trasformati in banditi di montagna e hanno imparato a sopravvivere in quella terra inospitale. Tae-gu, 'Lo strano', è un ladro. Quando fa una rapina su un treno di ufficiali giapponesi il colpo si rivela diverso dal previsto. In seguito a un feroce combattimento egli ottiene una mappa misteriosa che indica la via di un tesoro della Dinastia Qing sepolto da qualche parte in Manciuria.
Ma questa mappa è ricercata anche dal killer dal sangue freddo, Chang-yi, 'Il Cattivo'. Tae-gu, 'Lo strano', deve perciò lottare nopn solo con il Giapponese ma anche con Chang-yi e con i suoi degni compari, che hanno attaccato il treno contemporaneamente. Durante una fitta sparatoria, un uomo misterioso sbuca non si sa come al centro della battaglia e salva Tae-gu, 'Lo Strano', con uno stupefacente ruotare di pistole. Essendo sopravvissuto al combattimento, Tae-gu ringrazia l'uomo per avergli salvato la vita senza sapere che non sa che questo straniero Do-won, Il Buono, è un cacciatore di taglie che lo sta cercando per prendere la ricompensa. Questi tre uomini, Do-won, Il Buono, Chang-yi, Il Cattivo e Tae-gu, Lo Strano, scopriranno presto che la mappa attrae come un magnete e che a ricercarla sono in molti: partigiani della resistenza Coreana, banditi di montagna sia cinesi che russi e coreani, e perfino l'esercito giapponese. E non è che l'inizio di una lotta mirabolante che avrà un esito stupefacente.
  • Altri titoli:
    Le Bon, la Brute, le Cinglé
    The Good, the Bad, the Weird
    Joheunnom nabbeunnom isanghannom
    The Good, the Bad and the Weird
  • Durata: 130'
  • Colore: C
  • Genere: WESTERN
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: CHOI JAE-WON, KIM JEE-WOON PER BARUNSON CO. LTD., GRIMM PICTURES, CJ ENTERTAINMENT, CINECLICK ASIA
  • Distribuzione: TUCKER FILM (2011)
  • Data uscita 18 Novembre 2011

TRAILER

NOTE

- FUORI CONCORSO AL 61. FESTIVAL DI CANNES (2008).

CRITICA

"Il film è assolutamente spettacolare, quanto ritmo, scene di massa, riprese, e per quanto sprizzi molto sangue non ha quel coté sadico tipico di una certa cinematografia orientale. Lee Byung-Hun, già protagonista dell'altro film di Jee-Woon prima ricordato, è un 'villain' perfetto, sempre vestito di nero, guanti di pelle nera compresi, una meche di capelli neri che gli copre l'occhio destro, ma anche gli altri due protagonisti svolgono il loro ruolo con autorevolezza, pur se nessuno di essi ha quel tocco in più di psicologia che era tipico dei film di Leone. Di quest'ultimo comunque il regista sposa quel melange ironico-tragico che segnò il meglio degli
spaghetti western prima che degenerassero in caricatura. Qui, fra l'altro, a essere presa di mira è
l'altezzosità giapponese in campo militare, ed è curioso come in un film di pura avventura Kim Jee-
Woon non rinunci comunque a inserire elementi patriottici. Quello che però fa il fascino del film è il paesaggio e la scenografia, ovvero questa Manciuria terra di confine dove si incontrano e si scontrano etnie e regimi, dove infuria la guerra ma non si sa mai «chi sta con chi», e dove la vita quotidiana scorre in mercati colorati e variopinti in cui l'antico e il moderno, automobili e cavalli, pugnali ed esplosivi, convivono in un fragile equilibrio." (Stelio Solinas, 'Il Giornale', 25 maggio 2008)

"Rende omaggio al cinema di Sergio Leone 'II buono, il matto e il cattivo' del coreano Kim Jee-Woon. Inizia come un western e procede come un noir con atmosfere da cartoon questo film che sarà una vera gioia per gli appassionati di cinema asiatico, ma anche per chi non ha mai dimenticato il fascino dei cowboy." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 18 novembre 2011)

"Chi ama il cinema dell'Estremo Oriente ultimamente è molto grato alla piccola casa di distribuzione Tucker Film, il cui lavoro contribuirà forse a modificare la percezione che si ha in Italia di questo cinema. Senza rinunciare a proporre narrative in linea con la nostra idea di ciò che è 'orientale' (come nei casi del coreano 'Poetry' e del giapponese 'Departures'), la Tucker ha appena messo a segno una felice doppietta di film pop asiatici. (...) Ora, a vent'anni dalla scomparsa di Sergio Leone, Kim Jee -woon ha girato un remake in libertà del film considerato la quintessenza dello spaghetti western, sostituendo il Brutto con il Matto per esplicitare il tono più scanzonato del suo omaggio rispetto all'epica leoniana e ambientando la vicenda nella Manciuria degli anni '30, una terra immensa e desolata, occupata dall'esercito giapponese ma piena anche di banditi coreani disposti a tutto per arricchirsi. E' molto interessante seguire il gioco di richiami che, attraverso la rilettura del genere western, intrecciano il cinema occidentale e quello asiatico. Lo stesso Sergio Leone per il suo debutto si ispirò a tal punto a Yojimbo di Kurosawa che il maestro giapponese lo denunciò per plagio (e vinse, ottenendo i diritti asiatici del film). Negli anni '60 i giapponesi giravano western ambientati nella pianura di Hokkaido, e la moda è stata ripresa dal Takashi Miike di 'Sukyaki Western Django', un folle (e compiaciuto) esperimento di ibridazione di genere a base di attori giapponesi che recitano in inglese, Shakespeare mescolato alle guerre fra Genji ed Heike, un cameo di Tarantino a sancire il carattere ultra-modemo dell'operazione e, naturalmente, tanta violenza estrema. La violenza non manca nemmeno ne 'Il buono, il matto e il cattivo' ma siamo in territori decisamente più leggeri (il film è un blockbuster che ha incassato 44 milioni di dollari). (...) Poco importa se a volte la sceneggiatura sembra sfilacciarsi, o se i personaggi non hanno lo spessore quasi mitologico di quelli resi immortali da Leone. I veri riferimenti del regista sembrano essere altri, e per Io spirito di pura avventura che il film sprigiona vengono in mente certi gioielli del cinema per ragazzi anni '80 come 'Indiana Jones', 'Ritorno al futuro' o 'I goonies'. Un gioco che non annoia mai, un rocambolesco blockbuster d'autore." (Marco Scognamiglio, 'Il Manifesto', 18 novembre 2011)

"Un killer deve recuperare la mappa di un tesoro; deve fare però i conti con un ladro sui generis e un bounty killer micidiale. C'è tutto Kim Jee-woon in questa particolare rivisitazione, datata 2008, del più celebre 'll buono, il brutto, il cattivo'. Regista adrenalinico, capace di svariare in vari generi (dal mèlo al gangster, dall'horror al western), il coreano Jee-woon mixa il tutto con una pellicola che sembra un bigino della sua filmografia. Il tutto senza prendersi eccessivamente sul serio." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 novembre 2011)
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