Il bandito

ITALIA - 1946
Reduce dalla prigionia in Germania, Ernesto si trova solo: la casa distrutta, la mamma morta, la sorella scomparsa. Quando la ritrova, inaspettatamente, in una casa equivoca, ingaggia una furibonda lotta con il protettore della ragazza. Nella colluttazione la sorella rimane uccisa e il figuro viene spinto da Ernesto nella tromba delle scale. Ferito e inseguito dalla polizia, il giovane ripara in casa di una prostituta che è a capo di una banda di rapinatori. Diventa amante della donna e capo della banda, ma il ricavato delle imprese lo elargisce in beneficenza provocando la disapprovazione dei compagni. Un giorno, mentre con i complici effettua un colpo ai danni di un'automobile, viene denunciato alla polizia dalla stessa donna che vuol vendicarsi di una offesa subita, ma egli rinuncia a mettersi in salvo per riaccompagnare a casa la bimba di un suo ex compagno che si trovava nella macchina assalita. Non rispondendo all'alt intimatogli dagli agenti, questi sparano ed Ernesto cade ferito a morte.

CAST

NOTE

- NASTRO D'ARGENTO 1947 AD AMEDO NAZZARI (MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA).

- SECONDO ALCUNE TESTIMONIANZE, ASSISTENTE DI TONTI ERA BENIAMINO FOSSATI E DIRETTORE DI PRODUZIONE CLEMENTE FRACASSI, NOMI CHE NON RISULTANO NEI TITOLI DI TESTA.

- PRESENTATO AL FESTIVAL DI CANNES 1947

CRITICA

"Le sequenze iniziali del film sono le più belle e sentite: stazioni affollate e treni stracarichi, gente alla ricerca di una meta (...) Non una luce brilla in questo racconto amaro che poi scivola nel romanzesco per la caparbia volontà che mostra il regista di 'agganciare' il pubblico, di comunicare con gli strati più larghi degli spettatori, di dire a quanta più gente possibile, con un linguaggio comprensibile, cose vere e scottanti." (Carlo Lizzani, "Il Cinema italiano", Editori Riuniti, 1979)
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