Havana

USA - 1990
Nel dicembre del 1958, durante il regime del dittatore Fulgencio Batista, l'Avana è piena di ricchi turisti americani: alberghi lussuosi e case da gioco fanno affari; il potere si regge solo su torture, sparizioni e delitti; il popolo soffre e in molti centri del Paese già gli insorti, seguaci del rivoluzionario Fidel Castro, hanno la meglio. In questa situazione Jack Weil - giocatore d'azzardo - è arrivato all'Avana per giocare ancora una volta soprattutto nell'appariscente locale di Joe Volpi, il più noto fra i gestori della città. Sul traghetto Miami-Avana Weil ha cercato di aiutare una bella donna, Roberta Duran, intenzionata a sbarcare con l'auto aiuti per i guerriglieri (armi e radio). Durante un ricevimento Jack ha modo di rivedere Roberta, della quale si è innamorato, ignorando che essa è la moglie del ricchissimo proprietario terriero Arturo Duran, che in segreto opera come luogotenente di Castro. Quando però Roberta viene arrestata e il marito è dato dalla stampa come morto, Jack, per liberare e poi conquistare la donna, non esita ad affrontare, spacciandosi come agente della CIA e mescolando astuzie ed ingenuità, gli sgherri di Batista comandati dall'obeso colonnello Menocal. Tra Jack e Roberta, persone diversissime, la relazione sentimentale procede fino a quando Weil scopre che Arturo è ancora vivo. Emotivamente coinvolto, Jack, corrompendo Menocal, riesce a liberare Arturo e, rinunciando al suo amore per Roberta, consente all'indomabile donna di riunirsi al marito.
  • Durata: 140'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM, DE LUXE
  • Produzione: UNIVERSAL PICTURES, MIRAGE PRODUCTION
  • Distribuzione: UIP (1991) - CIC VIDEO - DVD: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT

CRITICA

"'Havana' risulta convenzionale nella fattura, superficiale politicamente e sbadato nel disegno psicologico." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa')

"Il rimando a 'Casablanca' è obbligatorio. A Pollack non riesce, ovviamente, il colpo gobbo che fruttò fama all'ungherese Curtiz." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire')

"A chi piacciono i bei filmoni di una volta, così finti che sembravano veri, ecco 'Havana'. Se ci si lascia cullare dalla memoria del cinema, l'operazione funziona nella sua artificiosità divistica, nella sua improbabilità storica, nella sua finta 'equidistanza' politica. (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera')

"I due attori offrono un interessante esempio dei modi di recitare europeo e americano, ottimamente amalgamati." (Gabriella Giannice, 'Il Giornale')

"'Havana' appartiene alla categoria dei rifacimenti non dichiarati: in tutto e per tutto ricalca le gloriose orme di 'Casablanca'." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica')

"Qui Pollack, si butta nell'andazzo della storia ricalcata sui modelli, fa del cinema tra virgolette. Gioca col cinema del passato, si dimostra distaccato." (Ermanno Comuzio, 'La Rivista del Cinematografo')
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