Guardiani della Galassia Vol. 2

Guardians of the Galaxy Vol. 2

USA - 2017
2,5/5
Guardiani della Galassia Vol. 2
Continuano le avventure di Peter Quill e dei Guardiani della Galassia. Mentre sono alle prese con il mistero che avvolge le vere origini di Peter Quill, i Guardiani dovranno combattere per mantenere unita la propria squadra. Il gruppo di eroi dovrà allearsi con vecchi nemici e potrà contare sull'aiuto di alcuni dei personaggi più amati del mondo dei fumetti...
  • Altri titoli:
    Guardians of the Galaxy 2
    Guardiani della Galassia 2
  • Durata: 137'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: RED WEAPON DRAGON, (4K)/REDCODE RAW (8K), D-CINEMA (1:2.35)
  • Tratto da: personaggi dei fumetti "Guardiani della Galassia" della Marvel
  • Produzione: MARVEL ENTERPRISES, MARVEL STUDIOS
  • Distribuzione: THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA
  • Data uscita 25 Aprile 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Guardiani della Galassia Vol. 2, e come altrimenti? A fronte di un budget di 170 milioni di dollari, Guardians of the Galaxy nel 2014 incassò 773 milioni in tutto il mondo, mandando al primo posto dell’americana Billboard la colonna sonora, mai successo prima per una composta interamente da brani non inediti, venduta in un milione di copie.

Poi, il successo artistico, l’eredità del primo Guerre stellari forse rinvenuta e mantenuta più che nella progenie ufficiale, e un immaginario collettivo permeato, almeno, dal procione Rocket (Bradley Cooper la voce originale) e Baby Groot (ugola di Vin Diesel).

Insomma, il sequel era cosa già fatta, ed eccolo tre anni dopo, ancora con James Gunn alla regia – firmerà pure il terzo capitolo, nell’inteso avvicinamento dei Guardians agli Avengers in seno all’universo cinematico della Marvel – e altre conoscenze, ovvero Chris Pratt nel ruolo di Peter Quill/Star-Lord, Zoe Saldana nei panni di Gamora, Dave Bautista nella parte di Drax, Michael Rooker nel ruolo di Yondu, Karen Gillan in quello di Nebula e Sean Gunn di Kraglin.

E, come poteva mancare, un’altra compilation, The Awesome Mix Vol. 2, che incamera George Harrison (My Sweet Lord), Fleetwood Mac (The Chain), David Bowie e una assai didascalica e dunque risparmiabilissima Father and Son di Cat Stevens.

Già, la paternità, doppia: biologica e affettiva, è al centro di Guardiani della Galassia Vol. 2, e Peter scoprirà finalmente di avere un padre, incarnato nostalgicamente da Kurt Russell, che si chiama Ego ed è nomen omen. Sempre sul filo della nostalgia tardi ‘70s e primi ‘80s, ecco Sylvester Stallone nel ruolo di Stakar, con le audiocassette di Quill per come eravamo e suonavamo.

A fuoco, tra la caccia dei Sovereign, lo scontro di Rocket e Groot con i Ravagers di Yondu e la paterna ricerca di Star-Lord, è ancora una volta l’ironia citazionista ed ‘eccitazionista’, affidata alle schermaglie, sortite e rimbrotti di Rocket e Drax, la tenzone sensuale tra Peter e Gamora, la tenerezza mononota di Groot, ovvero un generico hipsterismo contaminato di reminiscenze nerd, modernariato sci-fi, sprezzature galattiche e affondi stellari.

Si sorride, sì, anche se il primo era una sorpresa e questo Guardiani della Galassia Vol. 2 una recita a soggetto, eppure la bocca è un po’ amara: troppe sottotrame, troppe diversioni e involuzioni di racconto e una cieca quanto ottusa fiducia che lo spettatore, ogni spettatore, abbia visto il primo Guardiani e sappia chi stia parlando e di che. Molto stolido e un bel po’ presuntuoso.

Ma le note più negative di Guardiani della Galassia Vol. 2 sono altrove, sul versante più propriamente action-fantascientifico: il 3D è di ottima fattura e sfavillante resa, ma gli scontri, i mostri e le battaglie effettati e superfetati non brillano né per serietà drammaturgica né per aderenza narrativa, risolvendosi in una sorta di corpo estraneo smargiasso, baracconata e bambinata insieme.

L’opera seconda, si sa, è sempre la più difficile, ma qui l’ipertrofia è controproducente, nella montagna si intuisce il topolino. Uno squittio li seppellirà, questi Guardiani?

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI FIGURA ANCHE STAN LEE.

- VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: VIN DIESEL (GROOT) E BRADLEY COOPER (ROCKET).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2018 PER I MIGLIORI EFFETTI VISIVI.

CRITICA

"(...) solita dose di fantasy con effetti speciali, alleggerita da ironia e da un'atmosfera da scherzo post sbronza. (...) Lontani da Spielberg, ma in balìa della follia scatenata della storia senza logica né trama (...). La solita panna montata di trucchi Marvel, con l'apparizione di Kurt Russell (...); roboante colonna sonora vintage, e una citazione da Intrigo internazionale di Hitchcock." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 aprile 2017)

"Squadra che vince non si cambia: al massimo si allarga con nuovi personaggi, secondo le regole dello 'shared universe' Marvel. Tre anni (e 770 milioni di dollari ) dopo il prototipo, torna la saga spaziale più 'cool' dello schermo con un nuovo episodio confezionato sulla medesima ricetta del precedente. Che ci aveva sedotti con la sua novità; un po' meno oggi, che la formula (una serie di sequenze d'azione appoggiate da altrettante gag e punchline) non è più in grado di sorprenderci. Vengono fuori, invece, le debolezze, ovvero la rinuncia a costruire un minimo di storia e una consapevolezza troppo evidente dei quattrini in ballo. In complesso, tuttavia, il divertimento 'geek' è ragionevole." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 27 aprile 2017)

"La nota edipica poteva far virare i toni sul cupo, ma il regista James Gunn - pur introducendo personaggi inediti (...) resta fedele alla formula sperimentata: ritmo incalzante, umorismo, tripudio di effetti speciali e scenografie di psichedelica visionarietà in puro gusto Anni 70; così come la nostalgica compilation raccolta nella antidiluviana audiocassetta del protagonista (...), tutti brani vintage da Bradi a Sweet Lord. Qualcuno dirà che era meglio il numero uno, ma a nostro avviso la simpatica ciurma di avventurieri galattici si appresta a fare di nuovo centro." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 aprile 2017)

"Impossibile perdere i primi tre minuti, una action 'tutto finto' fulminante. (...) Chris Pratt è insulso e funzionale come sempre (...). A sollevarci allegramente dalla responsabilità dell'incredulità c'è anche questa volta una compagnia di personaggi riusciti in battute e gag in 3D di corsa sui pezzi rock anni 70/80 (i Fan ricorderanno l'effetto fetish della famosa audiocassetta indiziaria). Un po' di deja-vu dopo il primo episodio è inevitabile per l'ennesimo exploit Marvel." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 27 aprile 2017)

"La trama confusa dà troppo per scontato, il versante action è cialtrone ma anche estraneo, l'ipertrofia nociva: balle spaziali." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 27 aprile 2017)

"Per gli amanti delle trasposizioni Marvel, questo diventerà uno dei titoli di punta. II seguito dei 'Guardiani della Galassia', nonostante l'eccessivo tempo riservato ai drammi familiari (...), diverte, a tratti emoziona, rendendo uno dei più bei tributi agli anni 80. II team, qui spesso separato, funziona alla meraviglia, anche se è «Io sono Groot» il beniamino della platea." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 27 aprile 2017)

"A compensare qualche battuta un po' scurrile del procione Rocket c'è la dolcezza di baby Groot, la mascotte del gruppo, protagonista di una delle scene più esilaranti di un film che spinge il pedale su azione ed effetti speciali." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 28 aprile 2017)
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