Good Night, and Good Luck

USA, GRAN BRETAGNA, FRANCIA, GIAPPONE - 2005
Il film si basa sulla storia vera del giornalista Edward R. Murrow che, nel 1953, mentre la televisione sta iniziando ad imporsi all'attenzione del pubblico, conduce il notiziario "See It Now" sulla CBS e il talk-show "Person to Person" di grande successo. Edward si sente però più a suo agio nei panni del cronista immerso nel ticchettare delle macchine da scrivere. Durante una discussione sul palinsesto del programma con i suoi giovani cronisti - che diventeranno poi tutti leggendari - emerge la vicenda di Milo Radulovich, cacciato dall'esercito degli Stati Uniti perché considerato "rischioso per la sicurezza nazionale" e dichiarato colpevole senza essere stato processato. Murrow, andando contro il volere dei suoi superiori e con il solo appoggio del suo editore, Fred Friendly, decide di divulgare la notizia durante la trasmissione. Lo scandalo produce l'intervento del senatore Joseph McCarthy, presidente della Commissione per le attività antiamericane. Il direttore della CBS a quel punto si convince a dare carta bianca a Murrow per smantellare una ad una le mancanze e le menzogne della commissione McCarthy con la sua manovra di terrore anti-comunista.

CAST

NOTE

- STEVEN SODERBERGH E' UNO DEI PRODUTTORI ESECUTIVI.

- COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE A DAVID STRATHAIRN E OSELLA D'ORO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA A GEORGE CLOONEY E GRANT HESLOV ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2005).

- NOMINATIONS OSCAR 2006: MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (DAVID STRATHAIRN), MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE, MIGLIOR FOTOGRAFIA E MIGLIOR SCENOGRAFIA.

- CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2006 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

Dalle note di regia: "Mio padre è stato un giornalista per trent'anni e sono cresciuto credendo nell'importanza dei cronisti di informare il pubblico e ritenere i potenti responsabili. Mio padre ha basato la sua carriera su questo valore, che è l'elemento più importante del giornalismo televisivo. Mi auguro, con questo film, di aver trattato i giornalisti coraggiosi come meritano. Erano veri patrioti e pertanto dovrebbero essere ricordati come tali".

"Saranno fischiate le orecchie a più d' uno nei piani alti dei nostri palazzi televisivi se è pervenuto fin lassù l'eco del discorso che incornicia 'Good Night, and Good Luck' di George Clooney. Il film dà voce all'indignazione che abbiamo tutti dentro nei riguardi di una tv 'usata per distrarre, illudere, divertire e isolare'. (...) Memore della lezione di 'Tutti gli uomini del presidente', Clooney ripropone in una suggestiva ricostruzione d'ambiente un capitolo di storia del giornalismo in cui si riserva una parte marginale in mezzo a un gruppo di eccellenti interpreti fra i quali primeggia David Strathairn. Nel film in bianco e nero gli attori interagiscono con i personaggi delle registrazioni d'archivio gareggiando in verosimiglianza. (?) Film che posa sulle cose di ieri lo sguardo di oggi, 'Good Night, and Good Luck' segna l'assunzione di Clooney regista nell'empireo di Hollywood e un plausibilissimo candidato al Leone d'oro." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 2 settembre 2005)

"Alla prima, distratta lettura, 'Good Night, and Good Luck' potrebbe sembrare una scontata rievocazione del periodo maccartista, un accanito pamphlet liberal messo in scena secondo i commi del teatro politico, una pietruzza firmata portata all'altare dell'antiamericanismo di ieri, di oggi e di sempre. Le precise qualità di cui sopra riescono, invece, a scompaginare gli eventuali pregiudizi o paraocchi e, alla fine, a far emergere un messaggio di segno opposto, la lineare esaltazione dei valori intrinseci alla democrazia Usa e la fede nelle sue costanti capacità di reagire alle cicliche e in fondo fisiologiche tentazioni d'involuzione o di ripiegamento. Sulla base di sofferte esperienze familiari, Clooney immerge in un bianco e nero che si fonde perfettamente e in qualche passaggio miracolosamente con rari e preziosi inserti d'epoca la strenua campagna giornalistica che l'anchorman televisivo E. R. Murrow conduce contro le crociate del senatore Joseph McCarthy. (...) Per fortuna degli spettatori, il film non serve per propagandare faziosità da supermarket e il suo autore non è bell'e pronto per essere invitato ai raduni dei simpatizzanti dei tagliagole di Baghdad. Ieri in concorso s'è visto un solido film politico, un po' alla Brooks o Lumet, aspramente critico nei confronti di certi manicheismi americani e dell'oscurantismo di un'informazione schiava degli sponsor, ma sicuramente non dimentico della differenza che esiste tra conflitti civili a cielo aperto e sistematiche pianificazioni di sterminio ideologico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 2 settembre 2005)

"Serrato, senza né concessione né pause, in bianco e nero per poter inserire il repertorio televisivo di quegli anni, splendidamente recitato da tutti, anche da Clooney, in una parte di fianco, ma soprattutto da David Strathairm, un Murrow secco, deciso, indomito. Con la forza di uno spettacolo che però sa anche affidarsi a uno stile in cui il cinema vince. Conquistando senza fatica." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 2 settembre 2005)

"La virgola di 'Good Night, and Good Luck' indica la pausa che il reale conduttore tv Edward R. Murrow lasciava cadere nella consueta formula di commiato a fine programma. David Strathairn lo interpreta bene, ma è una gara nel cast a chi è più bravo in questo intreccio di ironia e di amarezza senza lieto fine, che pare glorificare la Cbs come paladina degli oppressi, salvo mostrare che i suoi dipendenti non potevano sposarsi fra loro, salvo licenziamento di entrambi. Fossero pro o contro McCarthy." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 2 settembre 2005)
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