GO FISH

USA - 1994
GO FISH
Ely è assistente presso un veterinario, è una persona tranquilla, e sta con una ragazza che abita in un'altra città. Daria divide la casa con Ely, ed è sua amica da tanto tempo. Daria viene scoperta mentre si mette in mostra in un bar per sole donne; ma lei ha una buona scusa: lavora lì. Sia Ely che Daria conoscono Kia, professoressa al college, con una discreta propensione alla saggezza. Kia sta con Evy, un'infermiera appena divorziata che è tornata a vivere con la madre. L'oscuro figuro che la pedina ogni tanto è il suo ex marito. Kia abita insieme a Max, un'aspirante scrittrice, che passa il tempo a lamentarsi della sua condizione di single. Per qualche ragione si sono messe tutte in testa che Max e Ely potrebbero stare insieme. Ma non è una cosa facile. Intanto Ely ha già una ragazza, anche se sembra più una scusa per motivare la sua estrema timidezza. Poi c'è Max, complicata, eccessiva, una romantica senza speranza. Mettere le due insieme è un compito arduo. Kia, Evy e Daria hanno deciso di provarci.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: ROSE TROCHE E GUINEVERE TURNER
  • Distribuzione: NEMO (1994) - CDE HOME VIDEO, M & R
  • Vietato 14

CRITICA

"Quella che la regista Rose Troche ha scritto, insieme all'interprete più gradevole, Guinevere Turner, è la cronaca di un amoretto in cui la ragazza, Max finisce insieme con l'animalista Ely. Le fasi del corteggiamento sono seguite dal clan delle bambinacce con trepidazione e ironia, affetto e petulanza; e la più entusiasta commenta: 'E' la versione lesbica di 'Via col vento''. Tutto qui, godibile in una chiave come nella vita, appena turbata da qualche velleitaria impennata di montaggio: mani, volti e altre superfluità tardo-avanguardistiche." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 22 Ottobre 1994)

"Lesbiche, e fiere di esserlo. In un film scritto, diretto e prodotto da donne polemicamente intente a descrivere a tutte lettere la loro diversità. Cinque personaggi con cinque storie intrecciate, tutte, ovviamente, al femminile: amori, insoddisfazioni, ricerche, pettegolezzi, bar esclusivi, piccoli intrighi per aiutare lei ad andare a letto con lei e viceversa. I modi, anche se Rose Troche è una regista esordiente non si rifanno al cinema facile, tutt'altro, un modello, qua e là, è addirittura Cassavetes, e non mancano riferimenti, voluti o istintivi, alle improvvisazioni e alla immediatezza di cronaca del primo cinema di verità francese o a quelle dell'underground americano, e così l'interpretazione tutta curata anche quella da esordienti, immagino, affidata a una spontaneità piuttosto fresca e genuina." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 9 Ottobre 1994)

"Girato in bianco e nero, il racconto si dipana in scenette che registrano con bella franchezza rituali e incontri, speranze e angosce, solitudine e vita sessuale di questo piccolo mondo. Manco a dirlo il linguaggio è spregiudicato, spiritoso e niente affatto irritante. Peccato soltanto che la visione risulti così claustrofobica, come a escludere completamente il grande mondo di fuori. 'Go Fish' (che vuol dire in pratica andare a donne) ha avuto un'ottima accoglienza in svariati festival internazionali, ottenendo tra l'altro il primo premio qualche settimana fa a Rimini. Se Rose Troche si mostrerà un po' meno khomeinista sul piano di quella che lei stessa chiama la purezza lesbica; se perderà il gusto di certi sfarfallamenti di facile avanguardia, il cinema americano indipendente potrà contare su un'altra personalità di talento." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 4 Novembre 1994)
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