GLI SBANDATI

ITALIA - 1955
GLI SBANDATI
Nel 1943, la contessa Luisa, suo figlio Andrea, Carlo, cugino d'Andrea e figlio di un gerarca fascista, e Ferruccio, un ragazzo, amico di famiglia, si sono ritirati in una villa non lontana da Milano per sfuggire ai bombardamenti. I giovani cercano di passare il tempo meglio che possono: dei tre soltanto Carlo si rende conto oscuramente del travaglio sociale del momento, della tragicità della situazione. L'amore per Lucia, un'operaia sfollata, accolta nella villa, e l'arrivo di un gruppo di soldati sbandati, sfuggiti ai tedeschi, strappano Andrea alla sua incosciente spensieratezza, richiamandolo alla realtà e dandogli il senso della propria responsabilità. Nell'assenza della madre, rientrata a Milano, Andrea accoglie nella villa i soldati, conquistandosi la simpatia del cugino Carlo e l'amore di Luisa. Il gesto coraggioso di Andrea provoca la delazione di Ferruccio: i tedeschi vengono informati di quanto succede nella villa. I soldati decidono di rifugiarsi in montagna servendosi di un camion, sul quale prenderanno posto anche Lucia, Carlo ed Andrea. Ma all'ultimo momento arriva la contessa Luisa e Andrea, subendo l'influenza della madre, rinuncia a seguire i compagni. Dal sicuro asilo dell'automobile tedesca, che lo condurrà in Svizzera, Andrea ode il crepitio dei mitra tedeschi, che sparando contro il camion uccidono Luca, dando al giovane la sensazione dell'irreparabile tragedia.
  • Altri titoli:
    FINE D'ESTATE
  • Durata: 100'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: FRANCO CUCCHINI, ERIPRANDO VISCONTI PER LA TRIONFALCINE E NICOLA CARACCIOLO PER LA C.V.C. PROD. FILM
  • Distribuzione: TITANUS
  • Vietato 16

NOTE

- IL FILM, ESORDIO DEL REGISTA NEL LUNGOMETRAGGIO, PRESENTATO A VENEZIA NEL 1955, OTTIENE UNA MENZIONE SPECIALE.

- TERENCE HILL E' ACCREDITATO CON IL SUO VERO NOME: MARIO GIROTTI.

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: PIETRO NOTARIANNI.

- ALCUNI TESTI ATTRIBUISCONO LA PRODUZIONE ALLA TRIONFALCINE.

- COPIA RESTAURATA NEL 1998 DALL'ASSOCIAZIONE PHILIP MORRIS PROGETTO CINEMA IN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE MARIA ADRIANA PROLO - MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA DI TORINO E LA RIPLEY'S FILM.

CRITICA

"(..) la regia di Francesco Maselli, però, riesce spesso a vincere così infelice materia e non di rado, specie nella tenerezza di certe scene d'amore o nella sicurezza figurativa di certo paesaggio lombardo, arriva fermamente ad imporsi con sicura evidenza, ricca di stile e di forza drammatica: virtù che se non bastano a fare un film, indicano almeno un regista di buon avvenire". (G.L. Rondi, "Rivista del Cinematografo", 8, 1956).
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