Gli Amori di Anaïs

Les amours d'Anaïs

FRANCIA - 2020
2,5/5
Gli Amori di Anaïs
Anaïs ha trent'anni, è senza un lavoro, vive alla giornata in un appartamento che non può permettersi... e corre. Corre sempre e sembra essere inafferrabile, così come lo sono i suoi pensieri. La sua vita è così frenetica che nemmeno il suo fidanzato, di cui lei ogni tanto si scorda, sembra riuscire a fermarla. Un giorno però, Anaïs incontra Daniel, un editore che s'innamora immediatamente di lei. Ma Daniel vive con Emilie, un'affascinante scrittrice che, apparentemente in modo inspiegabile, cattura l'attenzione di Anaïs. Le loro strade s'incrociano per un caso fortuito e questo incontro scatena in Anaïs un sentimento che mai aveva provato prima. La ragazza decide così di fare il possibile per incontrare nuovamente Emilie,seguendola ovunque pur di trascorrere del tempo insieme e con lei. Inizia così la storia di una giovane donna irrequieta e di un incontro indimenticabile che le cambierà la vita.
  • Altri titoli:
    Anaïs in Love
  • Durata: 98'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: DAVID THLON, PHILIPPE MARTIN, STÉPHANE DEMOUSTIER, IGOR AUZÉPY
  • Distribuzione: OFFICINE UBU (2022)
  • Data uscita 28 Aprile 2022

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Trent’anni, inoccupata a geometrie variabili, Anaïs (Anaïs Demoustier) vive in un appartamento al di sopra delle sue possibilità e corre. Sopra tutto, corre. Sempre e comunque, corre, lasciandosi dietro preoccupazioni, fidanzato e altri disastri, ma non il futuro. Che si chiama Daniel (Denis Podalydès), un maturo editore che s’innamora subitaneamente di lei. Ma Daniel per Anaïs non sarà un approdo, bensì una tappa verso la di lui moglie Emilie (Valeria Bruni Tedeschi), affascinante scrittrice per cui proverà qualcosa di inedito e assoluto. Giovane donna irrequieta incontra matura donna posata: e che succederà?

È Gli amori di Anaïs (Les amours d’Anaïs), esordio alla regia della francese classe 1986 Charline Bourgeois-Tacquet, già premiata cortista. Anche sceneggiatrice, ha potuto contare su un cast di prima grandezza, nonché Enrico Piovani alle – belle – musiche: la fattura se non pregevole, è irreprensibile, dell’opera prima c’è l’ariosità, la leggerezza, al più un’indole acerba, ma non pecche formali –  a parte qualche afasia del copione – né smagliature stilistiche.

C’è però il rischio, malgrado la bella Anaïs (che bella coppia forma nella vita con Jérémie Elkaïm, già compagno di Valérie Donzelli) che sgambetta identitaria, e financo simbolica, del femminile – del femminismo? – qui e ora, di un certa leziosità, di un women’s empowerment più sussiegoso e benpensante che screanzato e radicale, insomma di una certa programmaticità con risvolti omoerotici.

Vai a capire, se dietro il bon ton risieda un incipiente cinema de mammà o, più modestamente, la prima metà del cognome della cara Charline, però l’épater è molto compitino, molto a modino.

Per carità, processare le intenzioni è disdicevole, epperò se si fanno impressioni, ed espressioni, su schermo è lecito: Les amours d’Anaïs segnala una ideologica omologazione all’esprit du temps che diviene omogeneizzazione poetica, copia difforme, ma solo nel genere, di molti déjà-vu. Qualcosa di cavalleresco, di femminilmente cavalleresco. Avoja a trottà, Anaïs.

NOTE

- PRIMO LUNGOMETRAGGIO DELLA REGISTA CHARLINE BOURGEOIS-TACQUET.

- PRESENTATO ALLA 60. SEMAINE DE LA CRITIQUE (CANNES, 2021).
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