GIULIETTA E ROMEO

ITALIA, GRAN BRETAGNA - 1953
GIULIETTA E ROMEO
Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti si amano pur appartenendo a due famiglie le cui rivalità insanguinano da anni la Verona della Rinascenza. Non sapendo come superare le difficoltà che ovviamente i loro genitori opporrebbero al loro amore, i due giovani si sposano in segreto. Ma il giorno in cui i Capuleti vogliono dare marito a Giulietta scoppia la tragedia. Per risolvere quella situazione un frate consiglia a Giulietta di bere una pozione; le darà la morte apparente, la seppelliranno. Romeo verrà all'ora del risveglio e i due sposi potranno andarsene lontani, a godersi in Pace una vita più tranquilla. Giulietta obbedisce, ma Romeo è lontano (una delle tante risse lo ha fatto esiliare da Verona) e il messaggero che dovrebbe avvertirlo dello stratagemma non riesce a parlargli. Il giovane, così, crede che Giulietta sia morta per davvero, corre alla sua tomba e si uccide. Quando Giulietta si risveglia vede Romeo già cadavere e, disperata, si uccide anche lei.
  • Durata: 134'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Tratto da: DAL DRAMMA "ROMEO AND JULIET" DI WILLIAM SHAKESPEARE
  • Produzione: SANDRO GHENZI PER UNIVERSALCINE - VERONA CIN.CA
  • Distribuzione: RANK FILM (1954) - GOLDEN VIDEO, LANTERNA HOME VIDEO

NOTE

- LEONE D'ORO ALLA XV MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1954).

- FILM GIRATO A VERONA, VENEZIA, SIENA, SAN QUIRICO D'ORCIA, SOMMACAMPAGNA, MONTAGNANA.

- L'IDEA DEL FILM VENNE A SANDRO GHENZI GIA' NELL 1949 MA ERA UN PROGETTO LABORIOSO CHE RICHIESE UN ANNO PER LA SCENEGGIATURA, DUE PER CREARE COSTUMI E MUSICHE E FU REALIZZATO IN TRE ANNI.

CRITICA

"Castellani ha lavorato tre anni al suo film: diciamo subito che nella sfera limitata di un'opera di gusto più che creativa, i suoi risultati sono memorabili. Anche il geniale Orson Wellws aveva tentato nel suo "Otello" di servirsi di autentici muri, ma non ci aveva convinti. Il nostro Castellani ha saccheggiato letteralmente alcune città d'arte italiane, ha tenuto sott'occhio i grandi pittori, s'è servito del colore con arte mirabile." (Pietro Bianchi, "L'occhio del cinema", 1957)
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