Girl

BELGIO - 2018
3,5/5
Girl
Lara, adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un'altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo... Ispirato a una storia vera.
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: (1:1.66)
  • Produzione: DIRK IMPENS PER MENUET PRODUCTIES, FRAKAS PRODUCTIONS, TOPKAPI FILMS
  • Distribuzione: TEODORA FILM
  • Data uscita 27 Settembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
“Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della mia vita”. Lo scriveva il filosofo Paul Nizan quasi un secolo fa, e il suo pensiero resta universale. È la storia di Lara, che i mitici venti li vede come un miraggio. Lei ha passato da poco i quindici, ma odia il corpo che abita, perché non è il suo.

È una donna con le sembianze di un uomo. Non sopporta il suo riflesso nello specchio, cerca di nascondersi dagli sguardi indiscreti dei suoi coetanei. Usa il nastro adesivo per non far vedere il suo sesso, e cerca di accelerare la terapia. La sua mente vorrebbe bruciare i tempi, ma è il fisico non la accompagna: Lara dimagrisce, soffre, e non riesce a trovare il suo posto.

I problemi dell’adolescenza la schiacciano, e lei si rifugia nella danza, nella costante ricerca della perfezione. Sulla pista è libera, può inseguire i suoi sogni, sentirsi una persona “normale”. I piedi sanguinano, le dita sono martoriate, ma Lara è determinata. In alcuni momenti sembra crollare, in altri affronta le sue pene a viso aperto.

La macchina da presa si incolla al suo volto, non la lascia respirare mentre balla. Ogni evoluzione è un passo verso un’esistenza migliore, verso un quotidiano in cui tutti potranno riconoscere la sua femminilità.

In una parola: Girl, ragazza, come recita il titolo. Quasi un’utopia, un’immagine scaturita dall’ingegno. L’esordiente belga Lukas Dhont racconta una vicenda di disperazione, girando solo in spazi chiusi. Manca l’aria, come alla protagonista, prigioniera di se stessa. Le mura di casa la opprimono, anche se suo padre cerca di non farle mancare niente.


[caption id="attachment_120932" align="aligncenter" width="300"] Il regista Lukas Dhont[/caption]

 

Ci sono pochissimi esterni: si passa dalla sua camera da letto all’ospedale, dalla scuola alla casa delle “amiche”. Dhont segue le orme dei fratelli Dardenne, riprendendo la tematica dell’emarginazione, di un destino beffardo che muove gli uomini come se fossero pedine. Ma nel suo cinema ci sono anche i rapporti famigliari di Xavier Dolan, le crisi di identità.

Un film sorprendente, vincitore della Caméra d’or e del Premio FIPRESCI alla scorsa edizione del Festival di Cannes.

NOTE

- COREOGRAFIA DI SIDI LARBI CHERKAOUI.

- REALIZZATO IN COPRODUZIONE CON: JEAN-YVES ROUBIN, CASSANDRE WARNAUTS, ARNOLD HESLENFELD, LAURETTE SCHILLINGS, FRANS VAN GESTEL, , CON IL SOSTEGNO DI THE FLANDERS AUDIOVISUAL FUND (VAF), THE NETHERLANDS FILM FUND (NFF), LE CENTRE DU CINÉMA ET DE L'AUDIOVISUEL DE LA FÉDÉRATION WALLONIE-BRUXELLES, TELENET, THE TAX SHELTER MEASURE OF THE BELGIAN FEDERAL GOVERNMENT, TAXSHELTER.BE & CASA KAFKA PICTURES

- CAMÉRA D'OR PER LA MIGLIORE OPERA PRIMA AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018), SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.

- PREMIO PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE MASCHILE (VICTOR POLSTER) AL 71. FESTIVAL DI CANNES (2018), NELLA SEZIONE 'UN CERTAIN REGARD'.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2019 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.
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