Gigi

USA - 1958
Nella Parigi bohemien di fine Ottocento, la piccola Gigi, figlia di una cantante di operetta, viene affidata da sua madre, che non intende occuparsi di lei, alle cure della nonna materna e di una zia. Le due donne, sotto la loro apparenza di rispettabilità borghese, nascondono un passato di prostitute di alto borgo e intendono crescere Gigi iniziandola allo stesso mestiere. Benché sia stata educata e sia cresciuta in questo ambiente, la piccola Gigi rimane una ragazza onesta e spontanea, incapace di dissimulare i propri sentimenti. La zia e la nonna, incuranti di questo, le hanno già trovato un protettore nella persona del Gaston Lacaille. Il giovane, cresciuto anche lui tra gli agi e i divertimenti della vita borghese, non si sente a proprio agio in quel mondo e si rifugia sempre più spesso a casa di Gigi dove, a contatto con la sua spontaneità, può essere se stesso e lasciarsi andare ad atteggiamenti camerateschi. Quando però si rende conto che Gigi sta crescendo ed è diventata una giovane donna, Gaston si accorge che il loro cameratismo si sta trasformando in amore ma, sapendo qual è il futuro che attende Gigi, accetta di buon grado di trasformarsi nel suo protettore. La ragazza, però, si rifiuta con forza e si ribella. Ora tocca a Gaston stupire tutti chiedendole di sposarlo.

CAST

NOTE

- NEI NUMERI MUSICALI LESLIE CARON E' DOPPIATA DA BETTY WAND.

- SUPERVISIONE ALLE MUSICHE: ANDRE' PREVIN.

- VINCITORE DI 9 PREMI OSCAR (1959): MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, FOTOGRAFIA, COSTUMI, MUSICHE, CANZONE, SCENOGRAFIA E ARREDAMENTO E MONTAGGIO.

- OSCAR ALLA CARRIERA A MAURICE CHEVALIER.

- VINCITORE DI 3 GOLDEN GLOBE 1959: MIGLIOR MUSICAL, MIGLIORE REGIA, MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (HERMIONE GINGOLD)

- DAVID DI DONATELLO 1959 PER MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"Il film è realizzato con accuratezza e ravvivato dalla ricerca, quasi sempre riuscita, del tono e dell'atmosfera della Parigi fin de siécle. La scorrevole regia manovra con sicurezza il vasto materiale a sua disposizione, coadiuvata da una recitazione brillante e spigliata." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 45, 1959)
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