GENTE DEL NORD

WINTER PEOPLE

USA - 1989
Un giovane orologiaio - Wayland Jackson - rimasto vedovo decide di trasferirsi con la propria figlia Paula dalla Carolina del Nord a Filadelfia. Su di una pista tra i monti la macchina gli si blocca e lui trova accoglienza in una baita, in cui vive una ragazza-madre, Collie Wright che, rimasta incinta del truce Cole Campbell, vive lassù isolata con il piccolo figlio Jonathan, aiutata dal padre e da tre fratelli. Finisce che il giovane Jackson si installa presso la donna; poi, onesto e semplice com'è, entra nelle simpatie dei Wright e dei pochi abitanti del paese sperduto fra boschi e montagne, malgrado le prime riluttanze e viene perfino incaricato di costruire l'orologio per la chiesetta. Quando ricompare il violento Cole, che considera Collie come una cosa sua, questi lotta furiosamente con il forestiero, ma ha la peggio e finisce morto nel fiume. Tutta la banda dei Campbell - gente rissosa e manesca, cacciatori di orsi e cinghiali - reclama vendetta. Per evitare un'altra vittima - uno dei suoi fratelli, e magari lo stesso Jackson - Collie compie un immenso sacrificio: consegna al padre di Cole (il patriarca del clan dei Campbell) Jonathan, perché lo tenga fino alla morte. Così non ci sarà né guerra fra le due famiglie, né vendetta e lei potrà sposare Jackson, che ama da tempo riamata. Però il giorno in cui i Wright festeggiano con tutto il paese i primi rintocchi dell'orologio, costruito dal bravo Wayland, arriva a cavallo il nonno Campbell, che restituisce Jonathan a Collie.

CAST

CRITICA

In questo film di mestiere, c'è in compenso una pregevole fotografia. (Segnalazioni Cinematografiche) Idilliaci paesaggi montani fini a se stessi, con personaggi senza spessore né approfondimento, monotono come il tic tac dei pendoli costruiti da "Wayland Jackson" sui monti Appalachi: trattasi di film insulso ed edulcorato. (Laura e Morando Morandini, Telesette) Se pensavate che il dramma rusticano fosse ormai morto e sepolto, accomodatevi, il film, tra i più significanti diretti da Kotcheff, è un tuffo nel passato con molti brividi di passione e nessuna sostanza. Kurt Russel è anonimo ma Kelly Mcgillis meritava qualcosa di meglio. (Francesco Mininni, Magazine Italiano tv)
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