Gemma Bovery

FRANCIA - 2014
Gemma Bovery
Martin, panettiere in un villaggio della Normandia, ha un'immaginazione sfrenata e una grande passione: la letteratura romantica ottocentesca. Quando arrivano i nuovi vicini, una coppia di inglesi che si chiamano Gemma e Charles Bovery, Martin viene subito colpito dall'assonanza dei loro nomi con quelli dei protagonisti del romanzo "Madame Bovary" di Gustave Flaubert. Comincia così a fantasticare sulla bella Gemma, su suo marito e sul rampollo di una famiglia altolocata che si è ritirato in campagna per scrivere la tesi. Secondo Martin stanno ripercorrendo la storia del capolavoro di Gustave Flaubert.
  • Durata: 99'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Tratto da: graphic novel omonima di Posy Simmonds (ed. Hazard)
  • Produzione: CINÉ@, ALBERTINE PRODUCTIONS, GAUMONT, CINÉFRANCE 1888, FRANCE 2 CINÉMA
  • Distribuzione: OFFICINE UBU (2015)
  • Data uscita 29 Gennaio 2015

TRAILER

RECENSIONE

di Bruno Fornara

Leggi Gemma (Arterton) Bovery e viene in mente madame Emma Bovary. Lo pensa anche il panettiere di una ridente cittadina della fiorita campagna normanna, talmente appassionato di Flaubert da vedere in una ragazza inglese, bella e, sembrerebbe, piuttosto insoddisfatta, una specie di sosia-clone della protagonista flaubertiana. Così il panettiere Martin, quell’istrione di Fabrice Luchini tutto occhi, segue da vicino la coppia, tra il suo negozio e una vecchia casa di sasso, tra prati e boschi, tra desideri senza troppe pretese e cortesie d’altri tempi.Tratto da una graphic novel di Posy Simmonds, che aveva ispirato l’ugualmente campagnolo e tenero Tamara Drewe di Stephen Frears, sempre con la Arterton come interprete, il film di Anne Fontaine è dolcemente elegante, ha colori dolcissimi, personaggi dolci e una dolce attenzione ai sussulti del cuore (e del torace…). Non è una trasposizione di Flaubert: gli rende omaggio trasferendolo in due altre semisfere, quella della serena commedia alla francese e l’altra di un bonario umorismo britannico. Il risultato è un’anisette con una punta di whisky, un sorprendente finale beffardo e un’ulteriore appendice letteraria, stavolta tolstoiana…

NOTE

- REALIZZATO CON LA PARTECIPAZINE DI: CANAL +, OCS , FRANCE TÉLÉVISIONS; IN ASSOCIAZIONE CON RUBY FILMS; CON IL SOSTEGNO DEL BRITISH FILM INSTITUTE.

- FILM DI APERTURA AL 32° TORINO FILM FESTIVAL (2014), SEZIONE 'FESTA MOBILE'.

CRITICA

"Se qualcuno pensasse al vecchio gioco dei trapianti culturali, occorre dirglielo a voce alta: «Gemma Bovery», pur attivando continue schermaglie con il capolavoro (non solo di Flaubert, ma della letteratura universale) semiomonimo, è una commedia d'evidente cifra cinematografica: non è un caso, in effetti, che il protagonista arrivato al primo snodo della trama pronunci la battuta: «Mi sento come un regista che ha appena esclamato "Azione!"». Persino ignorando l'ottimo preliminare e cioè che ogni film interpretato da Fabrice Luchini si tramanda come imperdibile, è sorprendente la raffinatezza impiegata dalla regista Anne Fontaine per operare il transfert con cui lo humour britannico della graphic novel originaria confluisce in un esito crudo, materiale, mortuario. E persino facendo a meno di una di quelle assonanze che elettrizzano solo i cinefili e cioè l'eco del Truffaut di «Le due inglesi», è stimolante come un'indagine sulla forza del desiderio e delle sue illusioni nonché della manipolazione operata dalla vita sull'arte funzioni come motore anziché facsimile dei fatti. Il Martin di Luchini vale da solo il prezzo del biglietto (...) Gemma ovvero la Arterton ex Bondgirl, una di quelle attrici che promanano un calore in grado di bruciare la tela dello schermo, si rivela esattamente l'icona sulla quale il misantropo può operare un'insperata quanto agognata trasfigurazione romanzesca." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 5 febbraio 2015)
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