Fuga da Alcatraz

Escape from Alcatraz

Fuga da Alcatraz
Frank Morris, reo di molte fughe dalle carceri statunitensi, viene trasferito al penitenziario di Alcatraz, denominato "The Rock" e famoso per le condizioni che vi rendevano impossibile le evasioni. Benchè di carattere chiuso, Morris fa alcune amicizie: Doc, il pittore timido che si taglia le dita di una mano quando gli tolgono il permesso di pitturare; Litmus, un italiano che si fa chiamare "Al Capone"; il negro English che apprezza il nuovo arrivato e lo protegge, Clarley, l'indeciso che non giungerà all'appuntamento della fuga. Frank, inoltre, ben presto dovrà rilevare la durezza del carcere speciale e la disumanità del suo direttore. Quando al penitenziario pervengono i fratelli Clearence e John Anglin, già conosciuti altrove, Morris si decide e propone un piano di fuga che viene minuziosamente realizzato. Quando la fuga dei tre viene scoperta, scatta il dispositivo di ricerca che non approda a nulla. Il direttore, che preferisce sostenere l'annegamento nella baia dei fuggitivi, viene richiamato a Washington e la prigione, smantellata, diviene un curioso centro di attrazione turistica.
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:1.85)
  • Tratto da: romanzo di J. Campbell Bruce
  • Produzione: DON(ALD) SIEGEL PER THE PARAMOUNT PICTURES, A MALPASO COMPANY/SIEGEL FILM
  • Distribuzione: CIC - CIC VIDEO

NOTE

- GIRATO NELLA PRIGIONE E SULL'ISOLA DI ALCATRAZ, NELLA BAIA DI SAN FRANCISCO, IN CALIFORNIA..

CRITICA

"L'ultima collaborazione tra Don Siegel e Clint Eastwood. Ambienti curati, personaggi ben definiti, tensione crescente e una buona dose di ironia cui anche Eastwood si adegua volentieri." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Siegel riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino di violenza, con una tensione che arriva alla suspence ma senza cercarne gli effetti. E' un film da scuola di cinema. Eastwood in gran forma." (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')

"Il film sfrutta come elementi spettacolari quelli più esteriori. Ma difetta di aperture ideologiche o di quelle introspezioni metafisiche e allegoriche che resero, ad esempio, un capolavoro "Il condannato a morte è fuggito" di Bresson." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 87, 1979)
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