Frantic

GRAN BRETAGNA - 1988
Il dottor Richard Walker e sua moglie Sondra, arrivati per un congresso dalla California a Parigi, si ripromettono di rivivere nella Ville Lumière i giorni del loro innamoramento sulle rive della Senna. Mentre nell'elegante albergo lui è sotto la doccia, Sondra e una delle valigie scompaiono misteriosamente. Walker - che tra l'altro appena in camera aveva fatto notare a Sondra che all'aeroporto lei aveva ritirato una valigia non sua - contatta il direttore e il poliziotto dell'Hotel, la polizia e l'ambasciata, ma un certo scetticismo (e una certa ironia) lo accolgono in ogni ambiente. Angosciato e deciso ad agire per conto suo, il medico rintraccia Michelle, una splendida ragazza, che era stata incaricata, dietro un forte compenso, di recare in Francia dagli Stati Uniti una valigia, la stessa che, per uno scambio, era stata ritirata dalla signora Walker. La ragazza non conosce il contenuto della valigia ma il medico, dopo avventurose indagini, scopre che nella valigia c'era un piccolo esemplare della statua della Libertà di New York contenente un congegno elettronico, un elemento essenziale per far esplodere a distanza ordigni nucleari. Agenti arabi e agenti israeliani, oltre alla CIA di stanza a Parigi, sono interessati a quella statuetta. Frattanto a Walker viene dato un appuntamento notturno per lo scambio con la moglie Sondra ma accadono sparatorie e lo scambio con gli arabi non può aver luogo. Dopo alterne vicende ed accompagnato da Michelle, Walker recupera Sondra, lancia con rabbia nel fiume il congegno elettronico sfuggito alle mani di Michelle, colpita a morte, mentre gli inseguitori arabi cadono uccisi e gli agenti israeliani assistono impotenti alla scena.

CAST

CRITICA

"Peccato che Polanski abbia deliberatamente seguito le orme dell'Hitchcock di "L'uomo che sapeva troppo", senza preoccuparsi di approfondire le proprie tematiche crudelmente esistenziali. Così Frantic diventa un film molto comune, che per un autore come Polanski può anche rappresentare la peggiore constatazione. Il più bravo di tutti si conferma Ennio Morricone, autore della colonna sonora." (Francesco Mininni, 'Magazine italiano tv')

"Come altri film di Polanski, questo thriller sotto le righe comunica una forte impressione di solitudine. Ricco di una lunga esperienza parigina, Roman mette qualche veleno nella descrizione della sgradevolezza dei francesi" (Laura e Morando Morandini, 'Telesette')

"Roman Polanski ci prova a ripercorrere sentieri già resi famosi da Hitchcock, (con "gli intrighi internazionali" de "l'uomo che sapeva troppo") e a dir la verità non ha nulla da invidiare al suo modello. Un Harrison Ford in forma davvero smagliante nel ruolo di un marito premuroso che si trasforma in abile detective per amore". ('Teletutto').

"Ottimo thriller nel solco di mastro Hitchcock; la prima mezz'ora è esemplare per tensione, ritmo e lucidità narrativa, poi c'è qualche leggero sbandamento, ma il film arriva in porto ancora a vele ben spiegate. Mentre Ennio Morricone sviolina da par suo, lo spettatore soffre per la sorte di Harrison Ford, che rischia la vita in una Parigi quanto mai ostile. Per fortuna la provocante Emmanuelle Seigner in Polanski (complimenti per la scelta) gli tiene teneramente compagnia". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 6 settembre 2001)
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