FORGET PARIS

USA - 1995
FORGET PARIS
Mickey Gordon, un apprezzato arbitro americano di basket, recatosi in Francia per eseguire le ultime volontà del padre, desideroso di essere sepolto in Normandia coi suoi commilitoni caduti nello sbarco, si innamora di un'impiegata della linea aerea, Ellen Andrews - un'attraente americana che lavora a Parigi - la quale lo aiuta a trovare la bara del genitore, smarrita. L'amore fa sì che la donna lo raggiunga negli Stati Uniti: ma mentre Mickey è impegnato con le partite lei trova un frustrante lavoro presso una compagnia aerea interna e si deprime. Poi Mickey decide di prendersi un anno di aspettativa e si mette a vendere automobili con l'amico Craig ma deve subire la presenza dell'anziano padre di lei, malato di mente, mentre Ellen nel suo lavoro viene promossa. Esasperato, Mickey annuncia che riprenderà ad arbitrare e lei allora riporta il padre dai fratelli in Kansas. Decidono quindi di avere un figlio, ricorrendo all'inseminazione artificiale, ma invano. Anche l'adozione si rivela difficoltosa. Ellen ottiene un buon posto a Dallas, ma rifiutandosi lui di lasciare la sua casa, torna in Francia. Per entrambi la nostalgia è troppo forte: mentre lui decide di non arbitrare una partita per correre da lei, ecco apparire Ellen sul campo. Capiscono così che per vivere insieme devono imparare a venirsi incontro come auspicano anche i loro amici Andy, Craig, Lucy, Lois, Jack e Liz, riuniti in un ristorante a parlare di loro due.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: NORMALE
  • Produzione: BILLY CRISTAL PER CASTLE ROCK INTERNATIONAL
  • Distribuzione: MEDUSA FILM 1995 - MEDUSA VIDEO (PEPITE)

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1995

CRITICA

"Forget Paris è un patè di film precedenti, e di commedie sentimentali straviste da Insonnia d'amore a French Kiss, da La guerra dei Roses a (soprattutto) Harry ti presento Sally. Parigi oh cara. Paris, France: Tour Eiffel inquadratissima, amore come tormentone (annessa solita parodia sull'inseminazione artificiale), musiche di Nina Simone. Eppure molte battute non sono male ("non si va in giro ad essere favolosi, quando non si è disponibili"), Billy Cystal è bravino ma come regista nicchia, mentre Debra Winger invecchia male: gonfia, imbruttita, ingrassata." (Il Messaggero, Fabio Bo, 13/11/95)

"Forget Paris è una commedia romantica, deliziosa e intelligente, brillante e ironica: da anni non se ne vedeva una così, sin dal tempo del divertente Harry ti presento Sally (guarda caso interpretato dallo stesso regista). Billy Crystal, autore e attore, riesce a rinnovare il genere da tempo un po' sgonfio, riproponendo con molta bravura e buon gusto, i luoghi comuni del romanticismo brillante, della comicità sbarazzina. Il racconto procede con malizia: la tavolata che, in vista di un prossimo matrimonio, narra alla promessa sposa la mena vicenda: e a ogni intervento, a mano a mano che i particolari aumentano, la fanciulla promessa comincia a vacillare nei suoi propositi matrimoniali. Grazie a una miriade di situazioni brillanti, di imitazioni originali, di gag strappa risate, e soprattutto di due interpreti in piena forma: (Debra una vera rivelazione), Forget Paris si rivela una love story sentimental-intelligente di grande appiglio. Molte risate, molte stupende battute in atmosfera alla Woody Allen." (Il Resto del Carlino, Vittorio Spiga, 5/11/95)

"Commedia agile, graziosa, divertente: ed è detto quasi tutto. Ripercorrendo il ricco ed euforico filone dell'American -in-Paris Billy Crystal si conferma battutista di classe sulla scia del miglior Woody Allen, ma tira un po' via sulla confezione: la fotografia, in particolare, sembra quella dei gloriosi "serie B" d'una volta peggiorata dalla continua riproposta in tv. Inoltre, sul medesimo tema del rapporto d'amore/disamore di coppia, si sono certamente visti titoli più spiritosi, teneri e sofisticati: "Forget Paris", dopo un primo tempo davvero elettrizzante, atterra progressivamente sulla pista di una tranquilla convenzione. Restano i meriti dell'ottimo (ed in Italia sottovalutato) produttore-regista-attore che, per una volta, riuscirà a mettere d'accordo i nervosi pubblici d'oggi, a volte di bocca smisuratamente buona." (Il Mattino, Valerio Caprara, 10/11/95)
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