Footloose

USA - 1984
Footloose
"Io vado contro tutta la città e non solo contro tuo padre!". E' la frase-madre del film, gridata dal giovane Ren verso la giovanissima Ariel. Lui è appena giunto nella cittadina di Bomont. Per ragioni familiari ha lasciato Chicago, dove si scatenava con gli amici abbandonandosi alle acrobazie del rock. A Bomont invece quella "sana" terapia giovanile, il rock, è messa al bando da una legge comunale, difesa ad oltranza dal pastore della Chiesa locale, che ha perduto suo figlio in un incidente stradale, dopo una serata trascorsa a ballare. Ariel, la figlia del pastore, si innamora a prima vista di Ren, questi, a sua volta, ce la mette tutta per far tornare nella legalità il ballo e la musica rock nel paese, dominato paternalisticamente dal repressivo padre di lei. Dopo curiose avventurette con inevitabili screzi, scontri tra bande giovanili avverse, reciproche incomprensioni e prevedibili riconciliazioni, Ren e Ariel riescono a convincere il reverendo, e con lui il consiglio comunale, che "il diavolo non sta nel rock, ma altrove": tanto è vero che avranno l'autorizzazione di organizzare il ballo pubblico di fine anno scolastico per i giovani della cittadina.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, MUSICALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM, PANORAMICO, PANAVISION
  • Produzione: LEWIS J. RACHMILL, CRAIG ZADAN PER INDIEPROD COMPANY PRODUCTIONS, PARAMOUNT PICTURES
  • Distribuzione: UIP (1984) - CIC VIDEO

CRITICA

"Lo scontro generazionale è finalizzato nel film a scopo spettacolare. La crisi religioso-pastorale del reverendo è un pretesto originale per offrire spazio d'iniziativa ai giovani che si confermano nella verità che 'chi la dura, la vice'." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 97, 1984)

"E' riservata ai giovanissimi l'ingenua e rumorosa commediola del decaduto Herbert Ross ('Provaci ancora Sam'), piena di entusiasmo e di elementari messaggi sociologici come i timidi accenni al conflitto generazionale. Un film che si agita senza trasmettere emozioni nella scia della 'Febbre del sabato sera'. Molta musica, tanti balli, attori carini e qualche parolaccia di troppo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 1 settembre 2001)
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