Escape Room

USA, SUDAFRICA - 2019
2/5
Escape Room
Sei sconosciuti tra loro si ritrovano coinvolti in un gioco pericoloso e sono costretti ad usare l'ingegno per trovare indizi e salvare la propria vita.
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, THRILLER
  • Produzione: ORI MARMUR, NEAL H. MORITZ PER ORIGINAL FILM
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA; DVD, BLU-RAY E DIGITAL HD CON UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT ITALIA (2019)
  • Data uscita 14 Marzo 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Un bar capovolto: un tavolo da biliardo attaccato al soffitto, un juke-box che non smette di suonare. E un pavimento che si sta disintegrando. Questa è una delle stanze di Escape Room, horror con l’anima di un videogame che si ispira appunto al successo delle escape room. Una chiave da trovare, una porta all’apparenza insuperabile, e mille enigmi da risolvere. Atmosfera da Breakfast Club, un mix di Hostel e Saw – L’enigmista (ma senza la parte splatter), e il divertimento per ragazzi è servito.

Il film rimescola tutti i cliché del genere, si immerge in giochi sadici non adatti ai deboli di cuore. Ma cerca di rivolgersi a un pubblico sempre più vasto, amante del brivido a buon mercato. Escape Room getta le basi per un nuovo franchise, proprio mentre l’epopea del sadico Jigsaw (il torturatore del corpo e della morale forse più famoso degli ultimi tempi) ha perso il suo slancio iniziale.

Questa volta non ci sono arti mozzati o bagni di sangue, ma il rischio è di morire per le temperature proibitive, per una caduta nel vuoto… Mentre continua a sopravvivere lo schema da reality portato avanti da Quella casa nel bosco, la tensione cede il posto all’imbarazzo, e la speranza è di vedere in futuro qualcosa di meno scontato.

CRITICA

"Si chiamano riti di iniziazione e possono essere crudeli. (...) Con il suo ritmo forsennato 'Escape Room' comincia come prova di ardimento e finisce come prova di arredamento. L'interno, ogni stanza, quando ricostruisce un interno, è tutta mobili e soprammobili raffinati, come quella iniziale, in stile Old England; oppure ripropone l'atmosfera di un bar anni '60. Si impone il contrasto tra il gran lavoro dello scenografo e l'implacabile ingranaggio che stritola quelle belle cose. Poi ci sono stufe incandescenti e baratri oscuri a sfrondare i personaggi. Questo esordio è il punto di forza del film. La recitazione è, invece, un effetto collaterale: si riduce a poche battute, tante acrobazie, infinite sofferenze. Chi ricordi i telefilm in bianco e nero di 'Ai confini della realtà', ne ritroverà all'inizio e alla fine di 'Escape Room' il principale tratto della fantascienza sociologica anni 50: quello del potere che tutto sa e tutti controlla." (Maurizio Cabona, 'Il Messaggero', 14 marzo 2019)

"L''escape room' - ormai sono in pochi a non saperlo - è una specie di videogame che si gioca nella realtà. (...) Prevalgono le tematiche thriller; così in America è già uscita una mezza dozzina di film che sfruttano la tendenza: ultimo questo, costato 9 milioni di dollari e che ne ha incassati 132. Sei personaggi, più o meno le fotocopie di quelli della serie Cube (...). Il resto è thriller, un po' sul tipo di Saw l' enigmista ma non così truculento. Pur senza sorprese, il film ha un certo ritmo. Solo, non capisci perché sia narrato in flashback, facendo spoiler a se stesso." (Roberto Nepoti, 'La Republlica', 14 marzo 2019)

"(...) Dall'ingresso nell''escape room' al the end il tempo è lo stesso, per i personaggi e per il pubblico. Gli spettatori sono pregati di sincronizzare gli orologi. Quanto manca alla fatidica ora, quanti puzzle debbono essere risolti prima che scada il tempo? E soprattutto per chi tifare nel gruppo di sventurati (uno da eliminare subito è il broker)? Funziona il giochetto nella mani di Robitel? Funziona, è il caso di ammettere. I ritmi sono selvaggi, i colpi di scena puntuali e inattesi. Lo spettatore adulto ha certo da ridire. Ma per gli under 20 lì per lì sembra il massimo. O quasi." (Giorgio Carbone, 'Il Giornale', 14 marzo 2019)

"Dove l' ho già visto questo film? Perché dopo venti minuti, ti sembra di guardare una copia di 'Saw', versione adolescenziale. (...) dopo metà film, l'interesse cala a zero. Vedendo la poca attenzione ai singoli personaggi e ascoltando i dialoghi da minimo sindacale, ti verrebbe da rinchiudere, nella escape room, gli sceneggiatori." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 14 marzo 2019)
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