Emotivi anonimi

Les émotifs anonymes

FRANCIA, BELGIO - 2010
Emotivi anonimi
La bella Angélique, esperta nella preparazione di golosità al cioccolato, viene assunta nell'azienda diretta da Jean-René Van Den Hugde per risollevarne le sorti visto il rischio di imminente fallimento. La passione per l'arte della cioccolata accomuna Angélique e Jean-René ed entrambi sono attratti l'uno dall'altra. Tuttavia, la loro cronica timidezza non gli permette di vivere una romantica storia d'amore. Complice una fiera del Cioccolato e i tentativi di amici e colleghi per abbattere il muro d'introversione e insicurezza che li divide, Angélique e Jean-René troveranno il coraggio per dichiararsi a vicenda i loro sentimenti e superare la mancanza di fiducia nel mondo che li circonda.
  • Altri titoli:
    Romantics Anonymous
  • Durata: 80'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Produzione: PAN EUROPÉENNE, STUDIO CANAL, FRANCE 3 CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA, CLIMAX FILMS, RTBF
  • Distribuzione: LUCKY RED (2011); DVD E BLU-RAY: LUCKY RED (2012)
  • Data uscita 23 Dicembre 2011

TRAILER

CRITICA

"Riuniti in clan come gli alcolisti, anche in Italia, gli emotivi, timidi, i bruttini stagionati si vendicano dei torti nella faticosa love story imbranata in cui vince il cioccolato, dalla creazione al cliente. Ma chi ha detto che le pralines sono la salvezza del cinema? L'idea è carina, gentile ma anche innocua, floscia, senza verve, né basta la patologica riservatezza di Isabelle Carré e di Poelvoorde a farci sorridere o commuovere. Ci restano solo estranei, un mini festival di dèja vu: il miracolo Amèlie non si ripete." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 23 dicembre 2011)

"Mentre tra i big sta svettandolo 'Sherlock Holmes' survoltato di Guy Ritchie, una commedia francese di studiata ingenuità cerca di farsi largo nel box-office delle feste. 'Emotivi anonimi', in effetti, non punta forte sulla roulette dello spettacolo e il suo regista preferisce fare dolcemente leva su uno dei temi più sfruttati dell'intera storia del cinema, ovvero la ricerca della felicità. È così lieve-leggiadro-light questo raccontino ambientato nel presente ma in realtà sospeso nel tempo e nello spazio, da rischiare a ogni svolta una fiabesca melensaggine, salvandosi poi in corner grazie alla funzionalità delle gag, la credibilità psicologica e l'affiatamento della coppia di protagonisti. (...) Come se lo sfarfallio tra il malinconico e il giocoso del 'Favoloso mondo di Amélie' si fosse trasferito nell'anticamera dello psichiatra, la storiella non esita a rielaborare a scopi romanzeschi la realtà dei 'gruppi d'aiuto' inaugurati negli States all'inizio degli anni Settanta e basati sullo stesso meccanismo degli alcolisti anonimi. (...) A volte lo spettatore potrebbe perdere la pazienza e mandare a quel paese i protagonisti e i finti ostacoli che non smettono d'inventarsi per frenare l'inevitabile connubio; ma poi, nella maggioranza dei casi, finirà per rassegnarsi a una struttura tanto elementare quanto abile e a lasciarsi cullare dall'umorismo trés français che mitiga l'overdose dolciaria." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 dicembre 2011)

"Un piccolo film francese, di un regista sconosciuto, che sembra una fiaba di Andersen, zeppo di 'Piccole Fiammiferaie' ambosessi. 'Emotivi anonimi' è una prevedibile, accidentata storia d'amore tra due adulti, chiusi nella loro desolata timidezza e terrorizzati dalla vita. (...) II film di Jean-Pierre Améris pare uno di quegli angioletti di zucchero che si appendono all'albero di Natale: è infatti carino e zuccheroso, risaputo e piacevole. Adatto sia alle famiglie che a bruttini e bruttine stagionati, ci rivela l'esistenza dell'associazione 'Emotivi anonimi', nata negli Stati Uniti nel 1971. In Francia ne ha fatto parte anche Améris, vittima sin da bambino di un'emotività che gli rovinava la vita." (Natalia Aspesi, 'La Repubblica', 23 dicembre 2011)

"Hollywood e anche una certa letteratura americana ci hanno detto tutto (o quasi) degli 'alcolisti anonimi' e delle associazioni che, con questo programma, li radunano, li assistono e, qualche volta, li risanano. Non si sapeva, però (o, almeno, io non lo sapevo) che esistessero anche associazioni per emotivi. Ce lo dice ora questo film francese scritto e diretto da Jean-Pierre Améris, un autore che, di solito, anziché nelle nostre sale, si può incontrare soprattutto nei festival. 'Emotivi anonimi', dunque. Le loro timidezze, le loro ansie, le loro paure pronte a degenerare spesso in vere e proprie fobie. (...) Sia nei confronti dei personaggi principali, rappresentati ad ogni svolta con affettuosa comprensione, sia nei confronti di tutte le situazioni che ce li propongono, li seguono e poi li portano a conclusione con grazia. In cifre in cui quella cronaca (scopertamente di provincia) si mescola alla favola, naturalmente senza tradire i dati reali, ma furbescamente vestendoli di note sospese, lievi anche quando si sosta, senza ostacolare comunque la scioltezza dei ritmi narrativi, su tutti i tentennamenti e le angosce malate dei protagonisti. Vi danno volto due interpreti di seria qualità, Isabelle Carré, che è Angélique, Benoît Poelvoorde che è il proprietario della fabbrica di cioccolata. Stanno bene insieme, difatti si legge nelle filmografie di entrambi che hanno già recitato in coppia. La loro impresa non era facile: recitare da 'emotivi' non è una passeggiata." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 23 dicembre 2011)

"Il titolo tradotto, peraltro identico all'originale, non è davvero granché. Ma anche il film(ino) è piuttosto debole. Infatti gira presto a vuoto pur nella sua straordinaria brevità. (...) Troppo imbranati i due protagonisti (Benoît Poelvoorde e Isabelle Carré), anonimi come la loro sbiadita avventura." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 dicembre 2011)

"«Purché non ci succeda nulla» è il loro mantra. Sussurrato nel cerchio rigorosamente anonimo. Gli emotivi 'estremi' sbirciano la vita da un nascondiglio, e si sparerebbero pur esporsi. All'universo underground, sudato e arrossato di questi esseri umani apparteneva anche Jean-Pierre Améris, regista di questo film, girato come 'self-therapy'. (...)Se la ricetta è semplice, il valore del film risulta dal gustoso aroma fornito da un mondo quasi inedito (alzi la mano chi conosce associazioni di 'Emotivi anonimi'...) delicatamente offerto su un vassoio formato fiaba, già nota come il 'cine-cioccolatino' del Natale 2011. Complici due attori perfetti e tanto, invitante e saporoso cioccolato. Non solo per i nostalgici di 'Amélie' e 'Chocolat'." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 22 dicembre 2011)
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