Elliott, il drago invisibile

Pete's Dragon

USA - 1977
Elliott, il drago invisibile
Peter è un orfanello che la famiglia Gogan sfrutta ignominiosamente, dopo averlo acquistato come un oggetto per pochi soldi. Ma il ragazzino ha un protettore: Elliott, un drago verde che a volte si manifesta anche di fronte agli estranei. Un giorno, spalleggiato dal gigantesco amico, Peter evade le ricerche dei Gogan e raggiunge il villaggio marinaro di Passamaquody dove, per colpa di qualche maldestro intervento di Elliott, viene accolto in modo malevolo. Trova ospitalità presso il faro di Lampada, il custode ubriacone, e fa amicizia con Nora. Assistito da Gnocco, giunge al villaggio anche il dr. Terminus, un imbroglione che, resosi conto della situazione, tenta un duplice colpo: riconsegnare Peter ai Gogan e impadronirsi di Elliott per sfruttarne le membra nella confezione di medicamenti costosi e miracolosi. In tale frangente le capacità di Elliott vengono messe a dura prova: salva se stesso da Terminus e Peter dai Gogan; rimedia al guasto del faro, permettendo a Paul, il fidanzato di Nora, di toccare felicemente terra dopo un anno di navigazione. Ormai gli abitanti di Passamaquody considerano Peter uno di loro ed Elliott la loro provvidenza. Ma il drago è costretto ad allontanarsi poiché, in un'altra parte del mondo, c'è un altro bambino in difficoltà.
  • Durata: 127'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.66) - TECHNICOLOR
  • Tratto da: racconto di S.S. Field e Seton I. Miller
  • Produzione: WALT DISNEY PICTURES
  • Distribuzione: C.I.C. (1978) - WALT DISNEY HOME VIDEO

NOTE

- IL PERSONAGGIO E' STATO CREATO DA KEN ANDERSON.

- NELLA VERSIONE ORIGINALE LA VOCE DI ELLIOTT E' DI CHARLIE CALLAS.

CRITICA

"Elliott è una sorta di 'Angelo custode' che, prese a prestito le fattezze dal mondo ittico e da quello dei mammiferi preistorici, alterna imprese sovrumane con delicati gesti antropomorfici. A volte involontariamente pasticcione e disastroso, il gigante buono finisce sempre per adempiere egregiamente i suoi umanitari compiti, anche se non di raro le sue imprese gli impongono sforzi immani (particolarmente gustosa è la scena del faro dove Elliott, affaticato per un lungo volo, stenta a vomitare fuoco). Semplice nella vicenda, rallentata dalle esigenze dei canti e delle coreografie, il lungometraggio è esemplare nello spirito che, com'è d'uso nella produzione Walt Disney, è sempre di arguta caricatura del male e di esaltazione del bene. Come spettacolo, unendo un mondo di persone vive ai disegni animati, ottiene un duplice eccezionale effetto: quello di fondere perfettamente i due assai dissimili procedimenti tecnici e quello di rendere fiabesco il reale e reale il fiabesco." ('Segnalazioni Cinematografiche', vol. 86, 1979)
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