EL ULTIMO TREN

CORAZON DE FUEGO

ARGENTINA, SPAGNA, URUGUAY - 2002
EL ULTIMO TREN
In vista della realizzazione della sua prossima pellicola, uno dei più importanti studi di Hollywood ha comprato, in Uruguay, una storica locomotiva del diciannovesimo secolo. La diffusione della notizia è motivo di orgoglio in molti abitanti del Paese sudamericano, ma non per i membri dell'associazione 'Amici del Riel', composta da ex funzionari delle Ferrovie dello Stato. Decisi a boicottare il trasferimento della locomotiva negli Stati Uniti, i membri dell'associazione decidono di rubare la macchina con la quale iniziano un avventuroso viaggio utilizzando tratte ferroviare abbandonate all'interno del Paese.
  • Altri titoli:
    LOS DURMIENTES
    THE LAST TRAIN
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, AVVENTURA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: TORNASOL FILMS S.A., OK FILMS, PATAGONIK FILM GROUP, RAMBLA PRODUCCIONES, TAXI FILMS, TELEFE' CINE
  • Distribuzione: GRUPPO MINERVA INTERNATIONAL (2004)
  • Data uscita 27 Agosto 2004

NOTE

- PREMIO FIPRESCI AL TAORMINA FILM FESTIVAL 2003.

CRITICA

"Stavolta, per 'El Ultimo Tren' del trentottenne uruguayano Diego Arsuaga, la locomotiva n. 33 acquistata da una potente produzione di Hollywood per farne l'oggetto-feticcio di un megafilm, assume invece il valore di una sorta di antico vessillo da difendere, di una rivendicazione sociale e politica sbuffante orgoglio operaio. E sì, perché tre arzilli vecchietti, membri veterani dell'associazione 'Amici delle Ferrovie', non hanno nessuna intenzione di mollare il dinosauro, anzi se ne impadroniscono e in compagnia di un ragazzino-fochista danno il via ad una fuga su uno dei tanti binari morti dell'Uruguay per arrivare in Brasile. Su quella rotaia sfreccia così anche il viaggio interiore dei tre eroi dai capelli bianchi raccontato con passione, asciuttezza e un pizzico di retorica. Hanno poco da perdere, una vecchiaia di acciacchi, ma un ultimo grido da lanciare contro le ingiustizie del capitalismo. Hector Alterio, Federico Luppi e Pepe Soriano, interpreti inarrivabili per un film-metafora che fa bene al cuore." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero' 27 agosto 2004)
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