East End

ITALIA - 2016
3/5
East End
Leo, Lex, Vittorio e gli altri piccoli protagonisti sono dei bambini normali, che vivono una quotidianità semplice e scanzonata, dove una partita di calcio può riempire un'intera settimana e diventare la cosa più importante. Intorno ai bambini si muovono degli adulti inadeguati, che influiscono in maniera marginale sulle vite dei propri figli, in una realtà disgregata e confusa, dove le relazioni familiari risultano prossime alla dissoluzione. Abitano tutti nella periferia est di Roma, nel nuovissimo quartiere East End che, suo malgrado, diventa il palcoscenico di un complicato intreccio internazionale quando, nel tentativo di vedere gratis il derby Roma-Lazio, i bambini dirottano sullo stadio Olimpico il Golia, un satellite militare supersegreto che gli Stati Uniti stanno utilizzando nella caccia al terrorista più pericolo del mondo: il famigerato Al Zabir Muffat. Così, mentre i protagonisti della politica mondiale gestiscono la crisi strategica causata dalla sparizione del satellite con ostentata cialtroneria, i bambini, ignari di tutto, devono districarsi in faticose disavventure, fatte di bullismo, dispetti e piccoli problemi quotidiani, specchio di una realtà dove lo straordinario e l'ordinario si incrociano in continuazione senza incontrarsi mai. Un film dove l'amicizia, la tolleranza e l'accettazione della diversità, propria e altrui, risultano essere le uniche risposte alla stupidità di un mondo governato dall'egoismo e dall'integralismo.
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: ANIMAZIONE, COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Tratto da: personaggi crati da Giuseppe Squillaci e Luca Scanferla
  • Produzione: GIUSEPPE SQUILLACI, ANDREA IERVOLINO, MONIKA BACARDI PER EAR CINEMA, GALACTUS
  • Distribuzione: DISTRIBUZIONE INDIPENDENTE (2017)
  • Vietato 14
  • Data uscita 3 Maggio 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Che cosa non si è disposti a fare pur di guardare, a scrocco e in diretta, un derby come Roma-Lazio? A dare una risposta, per quanto estrema, a questa domanda, ci pensa un gruppo di vulcanici bambini romani, tra cui due genietti dell’informatica, originari della periferia est dell’Urbe che riescono a dirottare sullo stadio Olimpico un satellite statunitense supersegreto, intercettando il segnale di trasmissione. Naturalmente, la sparizione del satellite provocherà guai a non finire.

A dispetto del titolo, italianissimo è questo brioso film d’animazione, opera prima di Giuseppe Squillaci e Luca Scanferla.


 

Puntando su di un umorismo apparentemente naif, tipico di certo cinema d’animazione, la coppia d’autori realizza con East End un lungometraggio per nulla politically correct che spara a zero su virtù (poche) e vizi (tanti e atavici) delle italiche genti e della società globale contemporanea.

Dai due Papi a Nanni Moretti, da Obama a Federico Moccia, quasi nessuno viene risparmiato da una satira tanto spassosa quanto feroce (gustosa la parodia dei film action USA à la Zero Dark Thirty), forse più adatta a un pubblico maturo, per un film che non manca comunque di sorprendere per coraggio e simpatia.

NOTE

- CHARACTER DESIGN: ANDREA MINELLA.

- VOCI: FRANCESCA RINALDI, GERMANA SAVO, ROBERTA CHELINI, ALESSANDRO SCARETTI, STEFANO THERMES, GIANLUCA SOLOMBRINO, GERMANO BASILE, STEFANO STARNA, ENZO AVOLIO, DANIELE VALENTI, EMIDIO LA VELLA, PAOLO MACEDONIO, IVAN CASTIGLIONE, SIMONE VELTRONI, GAETANO LIZZIO.

CRITICA

"'East End' è un esperimento interessante. Un gruppo di artisti italiani radicati e qualificati nel mondo degli effetti speciali visivi e della digital art ha abbracciato la scommessa di un'opera prima di animazione laddove questo tipo di produzione non ha in Italia molto respiro per via dei tempi lunghi e dei costi elevati. Ma la loro scommessa è stata anche quella di realizzare il progetto a costi contenuti pur senza rinunciare alla qualità." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 4 maggio 2017)

"Prendete una puntata delle più cattive di South Park; aggiungeteci un po' di angherie in stile Simpson; mettete tutto a bollire assieme a due Papi pronti ad assistere al derby, un Nanni Moretti in vespetta che impreca nel traffico, un Federico Moccia pronto a corrompere un gruppo di bambini della periferia romana, molto tifosi e molto svegli; scolate al dente, e condite alla romanesca, cospargendo il piatto con battute salaci e irriverenti, ornare con un pizzico di sentimentalismo e scaglie di scene splatter. Il risultato sarà 'East End', cartoon romanissimo e cattivissimo, opera prima della coppia Skanf e Puccio (al secolo Giuseppe Squillaci e Luca Scanferla) (...).Il film è degno della città di Belli, con il suo umorismo salace, pieno di citazioni cinematografiche e senza pietà per nessuno (...). Tra tanta cattiveria, emerge il messaggio che Skanf e Puccio vogliono veicolare: l'amicizia, la tolleranza e l'accettazione della diversità sono «le uniche risposte sensate in un mondo governato dalla stupidità, dall'egoismo, dall'integralismo». Riuscirà a farsi spazio questa piccola produzione italiana, tra tanti roboanti titoli americani che invadono il mercato?" (Riccardo De Palo, 'Il Messaggero', 25 aprile 2017)

"'East End', che dell'animazione canonica ha ereditato sola la forma, è il racconto irriverente di una periferia romana, fitta di bambini e tematiche contemporanee. (...) con la leggera franchezza dei cartoon americani, non tralascia nulla, mettendo alla berlina ogni aspetto del vivere civile, dai social network al bullismo." (Claudia Casiraghi, 'Libero', 25 aprile 2017)

"Tutto 'East End' è all'insegna dell'equivoco e della coralità episodica. Nato come progetto di serie tv basato su uno humour beffardo e splatter figlio di Simpson, South Park e Griffin, il film segue sì le disavventure di tre bambini sboccati e irriverenti della periferia capitolina ma contemporaneamente prende in giro importanti figure dell'attualità politica e non con chiare ambizioni di internazionalità. (...) Ma attenzione però: i pargoli non sono solo brutti, sporchi e cattivi. Devono fronteggiare genitori narcisisti distanti, compagni di scuola bulli, parenti in galera, patrigni violenti e proprietari edilizi così senza scrupoli da nascondere nel passato qualche inquietante piano omicida. (...) Insomma: il cinema italiano sottovaluta drammaticamente uno dei generi più redditizi del momento come l'animazione. Ecco invece un cartoon così folle e incosciente (con il nostro consueto ritardo cronico rispetto agli anglosassoni) da creare un precedente assurdo e per questo vitale. (...) Con tutti i suoi difetti e grossolanità, questa è un'ottima base di partenza per cominciare anche noi a cercare di intercettare un segno più aggressivo, violento e liberatorio. Il segno dell'animazione moderna." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 15 dicembre 2015)
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