E io non pago

ITALIA - 2012
E io non pago
Il maresciallo della Guardia di Finanza Remo Signorelli arriva insieme al collega brigadiere Riccardo Riva a Poltu Quatu, un bellissimo centro turistico sulla Costa nord orientale della Sardegna, gestito in maniera moderna e irreprensibile. Tuttavia, rispetto all'evasione fiscale anche lì ci sono alcune 'mele marce' - soprattutto tra coloro che circolano attorno al commercialista romano Massimiliano Grilli - e i due finanzieri hanno l'incarico di preparare un blitz antievasione. L'incontro di Remo con il suo vecchio amico Fulvio, ora gestore di un locale di gran moda nella movida notturna del posto e ignaro dell'attuale impiego dell'amico, farà scoprire al maresciallo i segreti della grande evasione fiscale, ma soprattutto riaprirà vecchi rancori che Remo non ha mai dimenticato...
  • Altri titoli:
    E io non pago - L'Italia dei furbetti
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ANDREA IERVOLINO PER RED CARPET IN COLLABORAZIONE CON GIOVANNI COTTONE PER MOTOM ELECTRONICS GROUP
  • Distribuzione: IERVOLINO ENTERTAINMENT S.P.A.
  • Data uscita 31 Ottobre 2012

TRAILER

NOTE

- REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON: DUBAI CAFÈ, SEVENTY GESTIONI, CAFFÈ VERONESE, FONDIARIA SAI AG. ANTONIO ANGELINI, CISMA AMBIENTE, COMBIWOOD, MB GROUP; E CON IL SOSTEGNO DI: FONDAZIONE SARDEGNA FILM COMMISSION.

CRITICA

"Per il regista Alessandro Capone, un brutale cambio di registro. Tra ex amici ora divisi dalla divisa (Calà criminale e Mattioli maresciallo), maghe sarde (Valeria Marini in dialetto sottotitolata), onorevoli disdicevoli, escort, chirurghi estetici e commercialisti diabolici (Enzo Salvi cattivo: la cosa migliore del film), si vorrebbe fare commedia di costume in costume. Siamo infatti in Costa Smeralda, tra localini torbidi e acque limpide. Capone vuole evadere l'evasione cercando ogni tanto il dramma. Non ci riesce mai." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 31 Ottobre 2012)

"Una commediola di costume, anche da bagno, che schiera molte macchiette al gran ballo dei disonesti. Si sprecano le battute sugli incolpevoli locali: «Per campare faccio i sardi mortali»; «Cos'è, sordo?», «No, sono sardo». Ogni tanto si ride e tanto basti." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 31 Ottobre 2012)
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