Diario di uno scandalo

Notes on a Scandal

USA, GRAN BRETAGNA - 2006
Diario di uno scandalo
Sheba Hart è la nuova professoressa di materie artistiche alla scuola St. George. Tra i suoi colleghi c'è l'anziana Barbara Covett, una donna con cui Sheba stringe un forte legame di amicizia e che diventa anche depositaria di un suo torbido segreto. Tuttavia, la giovane insegnante non si rende conto che i sentimenti dell'amica vanno oltre la semplice amicizia, e le sue confidenze possono diventare un'arma pericolosa con cui Barbara può sfogare la sua gelosia...
  • Altri titoli:
    Tagebuch eines Skandals
    Chronique d'un scandale
  • Durata: 92'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85) - DE LUXE, TECHNICOLOR
  • Tratto da: romanzo "La donna dello scandalo" di Zoë Heller (Ed. Bompiani)
  • Produzione: SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, DNA FILMS, FOX SEARCHLIGHT PICTURES, UK FILM COUNCIL, BBC FILMS
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX ITALIA (2007)
  • Data uscita 23 Febbraio 2007

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Leggi la recensione completa sul numero di marzo di RdC

E' di pochi anni fa la vicenda dell'insegnante americana finita in carcere per la relazione con uno studente. Del rapporto i media hanno rivelato ogni particolare fino all'apparente lieto fine: i due sono oggi sposati. Restano aperte le domande di fondo: cosa spinge una donna matura a sedurre un ragazzino? Perché un teenager ricerca una figura così smaccatamente materna? E quale ruolo giocano i comprimari: mariti, padri, amici, persino figli? Diario di uno scandalo, l'intenso film di Richard Eyre tratto dal romanzo di Zoe Heller che a quella "tragedia americana" sembra ispirato, risponde implicitamente ai quesiti facendo piazza pulita dei luoghi comuni e rifuggendo i momenti a base erotica per concentrarsi sui sentimenti, sulle paure, sulle nevrosi dei protagonisti. Eyre costruisce un quadro dove Sheba, l'infelice quarantenne fatta vivere da Cate Blanchett, il giovane amante Steven, il comprensivo marito Richard, sono dolorosamente artefici del proprio destino pur restando tutto sommato sullo sfondo. A tenere i fili la frustrata insegnante ultrasessantenne Barbara, cui un'impareggiabile Judi Dench regala toccanti sfumature. Il diario dello scandalo è il quaderno su cui l'anziana signora ferma pensieri ed emozioni, ma soprattutto il dolore che ne ha congelato l'esistenza in un eterno presente. L'incontro con Sheba è l'ultima spiaggia, la mano cui aggrapparsi sull'orlo del precipizio...

NOTE

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2007 PER MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (JUDI DENCH) E NON PROTAGONISTA (CATE BLANCHET), SCENEGGIATURA NON ORIGINALE E COLONNA SONORA.

- FUORI CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007).

CRITICA

"'Diario di uno scandalo' dell'inglese Richard Eyre è anzitutto un'arena di confronto tra due attrici superlative, Judy Dench e Cate Blanchett. Tratto dal bestseller di Zoe Heller 'Wuat she was thinking notes on a scandal', è costretto a rinunciare, sopperendo con una voce narrante, all'impianto diaristico del film." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 febbraio 2007)

"Più cupo e angosciato, 'Notes on a Scandal' racconta il dramma di due insegnanti inglesi: (...) Costruito intorno a due attrici in stato di grazia (non fosse fuori concorso, la Dench avrebbe già vinto il premio per la miglior interpretazione), il film evita i facili toni pruriginosi, grazie anche alla sceneggiatura di Patrick Marber (dal romanzo di Zoë Heller 'La donna dello scandalo') che scava nella psicologia delle due donne e trova per ognuna la ragione dei loro comportamenti ma non la giustificazione per le loro azioni. Finendo per offrire un quadro della scuola, e della società, inglese che con i toni della commedia di costume ci offre l' impietoso ritratto di un fallimento epocale." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 13 febbraio 2007)

"Una gara di bravura fra due prime attrici strepitose, entrambe candidate all'Oscar. Un adattamento letterario di rara intelligenza e appropriata crudeltà. Una storia inventata nella quale echeggiano fatti di cronaca verificatisi di qua e di là dall'Oceano che traducono con esattezza l'angosciosa confusione di ruoli e di identità, anagrafiche e sessuali, propria dei nostri anni. Diretto con affilata precisione dall'eclettico Richard Eyre, 'Notes on a Scandal' (da noi 'Diario di uno scandalo') ha la tenuta psicologica del miglior cinema inglese e il ritmo incalzante di uno psycho-thriller. Ma senza le banalità e semplificazioni di rito, perché adattando il libro di Zoe Heller (Bompiani) Patrick Marber (l'autore di 'Closer') ha conservato non solo la sapienza letteraria del romanzo, scritto in forma di diario, ma la densità e la vivacità degli ambienti e dei caratteri. Riuscendo inoltre a non giudicare mai i personaggi per farci anzi capire le ragioni, buone e cattive, di ognuno di loro." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 13 febbraio 2007)
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