De helaasheid der dingen

BELGIO - 2009
De helaasheid der dingen
Il 13enne Gunther Strobbe vive con il padre Celle, la nonna e i tre zii nella sperduta cittadina di Reetveerdegem. Questa famiglia di soli maschi, che finora ha vissuto in maniera piuttosto trasandata e disorganizzata, subirà una serie di sconvolgimenti con l'arrivo della zia Rosie e di sua figlia Sylvie e di una inaspettata visita dell'assistenza sociale...
  • Altri titoli:
    La merditude des choses
    The Misfortunates
  • Durata: 108'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:2.35)
  • Tratto da: romanzo omonimo di Dimitri Verhulst
  • Produzione: MENUET BVBA, IDTV FILM

NOTE

- MENZIONE SPECIALE ALLA 41. QUINZAINE DES RÉALISATEURS, CANNES 2009.

CRITICA

"'La merditude des choses' è forse il film del festival. Imprevedibile opera terza del belga Felix Van Groeningen, racconta di quattro fratelli alcolisti, tutti ancora a casa con la vecchia, minuta ma coriacea mamma e di un tredicenne biondo dalla faccia intelligente che è il figlio-nipote di tutti. Sorta di Grande Lebowski belga moltiplicato per cinque, ha la freschezza e il ritmo delle migliori commedie sociali, con una malinconia che esplode in disavventure e trovate esilaranti: la corsa ciclistica nuda, il tour de France alcolico, il campionato di ingerimento birre, la soave cuginetta che canta ubriaca la canzone della gatta, i dialoghi surreali e cattivi tra fratelli. Tratto dal libro omonimo di Dimitri Verhulst, è un romanzo di formazione scombinato innestato su una saga familiare, quella dei mitici Strobbe, comunità fondata sull'etilismo che potrebbe (anzi dovrebbe, distributori italiani muovetevi!) diventare cult. Volgare e delicato, nichilista e ottimista, è brillante e contraddittorio come solo l'ottimo cinema sa essere." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 19 maggio 2009)

"'Ogni somiglianza con fatti e persone reali è dovuta alla bravura degli sceneggiatori'. Lo annuncia il regista, decidendo anche - senza discussioni - che il Film è meglio del bestseller autobiografico di Dimitri Verhulst. Assieme al titolo, basta per renderlo simpatico. E per apprezzare questo bis belga di 'Brutti sporchi e cattivi' dove un tredicenne fa i compiti al bar, tra il padre e gli zii sempre ubriachi, che vivono alle spalle della madre pensionata." (Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 20 maggio 2009)
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