Crimini invisibili

The End of Violence

FRANCIA, GERMANIA, USA - 1997
Due uomini vengono assoldati per rapire Mike Max, un produttore cinetelevisivo che ha costruito la propria carriera su soggetti carichi di violenza. Il rapimento riesce ma il giorno dopo i due esecutori vengono trovati decapitati. Incaricato del caso, l'ispettore Doc Block si trova di fronte a molti indizi all'inizio confusi ma che, dopo un'attenta analisi, finiscono per ricomporsi e suggerire una spiegazione forse plausibile: Mike è stato rapito ma in realtà è riuscito a liberarsi ed ha tagliato la testa ai suoi rapitori. Dall'alto del laboratorio segreto installato all'interno del Griffith Park Observatory, Ray Bering, ex scienziato della Nasa, ha assistito ad alcune fasi del crimine. Ray, che vive nel laboratorio insieme al vecchio padre e ad una domestica messicana, sta mettendo a punto un sistema che punta a controllare e a mettere fine alla violenza dilagante in tutti gli strati della società. Quando l'ispettore Doc cerca di parlare con Ray, quest'ultimo viene ucciso, perché stava venendo meno al compito assegnatogli. La sua domestica si sente allora sollevata dall'incarico che, di nascosto, esercitava nel laboratorio per conto dell'FBI. Mike torna a casa, trova la moglie Paige che, nel frattempo, si era sostituita a lui a capo dell'azienda. Adesso Paige punta la pistola alla testa del marito per obbligarlo a firmare l'accordo definitivo di cessione. Mike si rassegna, poi guardando lontano, dice fuori campo:"ora vedo i cinesi e spero che i cinesi vedano me".
  • Durata: 122'
  • Colore: C
  • Genere: ALLEGORICO
  • Produzione: DEEPAK NAYAR, WIM WENDERS, NICHOLAS KLEIN.
  • Distribuzione: CECCHI GORI DISTRIBUZIONE - CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- PRESENTATO A CANNES 1997. L'EDIZIONE ITALIANA E' STATA TAGLIATA DI CIRCA 30' E RIMONTATA DALLO STESSO REGISTA.

CRITICA

"Campionario di ossessioni wendersiane e, forse, limite estremo del suo moralismo millenaristico è un film riuscito per una certa armonia narrativa, appesa a un filo, che si può spezzare appena si va ad analizzare ciascuna parte." (Silvio Danese)
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