Crazy, Stupid, Love

USA - 2011
2/5
Crazy, Stupid, Love
Il quarantenne Cal Weaver era convinto di vivere una felice esistenza insieme alla moglie Emily: un buon lavoro, una bella casa e un buon rapporto con i figli. Poi, un giorno, Emily chiede il divorzio e Cal sente il mondo crollargli addosso. Deciso comunque a risalire la china, l'uomo tenterà di gestire la sua nuova condizione di single, ma sono passati decenni da quando era libero e flirtava con le ragazze. Sarà così l'amico Jacob, scapolo impenitente, a mostrargli la via per ricominciare...
  • Durata: 118'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Produzione: STEVE CARELL E DENISE DI NOVI PER CAROUSEL PRODUCTIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 16 Settembre 2011

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
"Di solito l'età – osserva Steve Carell - è sinonimo di crescita, ma non quando in ballo c'è l'amore". Oppure il cinema, almeno certo cinema: Crazy, Stupid, Love conferma sin dal titolo, perché in medio stat giudizio critico.
Ex felici e contenti, Carell e Julianne Moore sono sul'orlo del divorzio: single suo malgrado, paparino troverà un insperato aiuto nello sciupafemmine Ryan Gosling, alias l'uomo che non deve chiedere mai. Anche lui, però, predica bene e razzola male: finirà ridotto a più dolci consigli da Emma Stone, mentre Carell farà di necessità virtù.
Nel cast anche i punchball emozionali Marisa Tomei e Kevin Bacon, prodotta dallo stesso Carell e diretta da Glenn Ficarra e John Requa, Crazy, Stupid, Love è una commedia romantica che tenta di andare in fuga dal gruppo: solo al traguardo, in realtà, arriva un film senza palpiti, mal scritto e poco ecologista, tanto spreca il talento degli attori (su tutti, il fichissimo Ryan Gosling e la bella promessa Analeigh Tipton).
Poco male, concluderemmo, ma il risultato non è innocuo: Ficarra e Requa avevano fatto decisamente meglio con lo script di Babbo bastardo e pure con l'opera prima ll mago della truffa. Incidente di percorso o suicidio d'amore?

NOTE

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2012 PER MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (RYAN GOSLING).

CRITICA

"«Non seguite le mode, inventatele». Così parlò Frank Capra e gli adepti Ficarra & Requa impararono. Perché oggi strutturare commedie romantiche non 'stupid' ma sufficientemente 'crazy' suona da evento. I due registi, già notevoli nel gay affair da galera 'I love you Philip Morris', centrano il bis mixando gaudenti risate, emozioni transgenerazionali e identificazioni col presente a pochi gradi di separazione, come il genere insegna. Complice un cast stellare a incarnare personaggi scritti da manuale, le cui complesse relazioni (pre o post amorose) fluiscono in sola apparente semplicità, nel sempre meno comprensibile lessico famigliare di un Occidente cinico e decadente. La stampa americana ne ha sancito lo status di 'commedia dei sentimenti adulta', vedremo se nel Bel-paese sarà apprezzata più degli stereotipi e le ammiccanti macchiette milionarie di casa nostra. Da vedere, per tutti." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidano', 15 settembre 2011)

"Piacerà a chi ama le storie tipo 'Manuale d'amore'. Solo che questa è americana e quindi scritta diretta recitata molto meglio delle commediole autarchiche. E anche più romantica. Le nostre odorano di amatriciana. Questa è un gaudioso invito a cercarsi l'anima gemella (che c'è per ognuno)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 16 settembre 2011)

"Trame e generazioni multiple che si intrecciano, rotture e rappacificazioni, crisi di mezz'età, cotte adolescenziali e soprattutto l'idea che i rapporti affettivi e sentimentali, fuori e dentro una famiglia, vadano accettati così come sono - contraddittori, arruffati, altalenanti, repressi, lontanissimi da un quadretto ideale. Secondo un modello di rom com 'adulta', 'intelligente', che ricorda meno quello metropolitano di 'Sex and the City', che quello più 'suburban' di 'I ragazzi stanno bene' (anche se non ci sono coppie gay), 'Crazy, Stupid, Love' si pone un po' come un antidoto alla comicità iperinfantile, maschiocentrica e pseudodemenziale della ramificatissima factory apatowiana. Hollywood mischia il suo gloss abituale e un cast a base stellare (produttore e co-protagonista Steve Carrell, al fianco di Julianne Moore) insieme ad alcuni degli stratagemmi e dei volti del cinema indipendente americano, e a un realismo che ha la sua base nel mondo spurio e (spesso sovversivamente) tollerante della sitcom tv. Dietro alla macchina da presa Glen Ficarra e John Requa, registi un po' cult grazie a 'I Love You Philip Morris', storia (ispirata da fatti realmente accaduti) dell'amour fou tra i galeotti Jim Carrey e Ewan McGregor, che continuano ad evadere e a farsi ricatturare per poter stare insieme." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 16 settembre 2011)

"Grande cast di nome e di fatto, produzione sontuosa e molto luminosa, perfetto equilibrio tra grossolanità, sentimento (il romanticismo si impara dai più piccoli) e dramma familiare agrodolce (finalmente genitori & figli, non solo americani, mai in preda all'isterismo). Si ruba dalla Hollywood leggera degli ultimi anni. Da 'Hitch' a 'La verità è che non gli piaci abbastanza' passando per '40 anni vergine'. Già visto eppure tremendamente coinvolgente grazie a un cast in stato di grazia. Marisa Tomei è un'insegnante ex alcolizzata single semplicemente esilarante." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 settembre 2011)

"E' una commedia sentimentale non impegnativa e, nei limiti, godibile, anche se il duo Glenn Ficarra & John Requa, che aveva esordito nella regia con il più interessante 'Colpo di fulmine'. (...) Una qualità del film è di far sventolare la bandiera dell'amore eterno e dell'anima gemella che è una sola, senza preoccuparsi di essere fuori moda e fuori secolo; un altro pregio, il buon livello di un cast che mette insieme in modo abbastanza calibrato attori tanto diversi per tipo di recitazione e temperamento: come la Moore e Marisa Tomei, come il comico Carrell e Goslin, la star emergente di 'Drive' e 'Idi di marzo'." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 16 settembre 2011)
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