COSTANZA

ITALIA - 1998
La vita serena di Costanza cambia il giorno in cui il marito Giorgio viene colpito da infarto. Costanza non si lascia abbattere, ma la disgrazia sembra aver innescato una reazione a catena di difficoltà e di imprevisti, sul lavoro e con i figli, ai quali lei deve far fronte. Fedele al suo ruolo di donna sicura ed emancipata, Costanza non rivela nulla al marito, neanche quando, in seguito a una visita medica, matura il sospetto di un male incurabile. Giorgio intanto ha perso il lavoro ed è sfiduciato. Tocca ancora a lei farsi carico di lui, finché un giorno non lo scopre tra le braccia di Ottavia, alla quale ha venduto la sua boutique. Ora Costanza è veramente sola. Ma non si arrende. Si lascia coinvolgere in una storia d'amore con un suo antico corteggiatore, Giuliano, e tenta di intraprendere una nuova attività commerciale. L'insofferenza di Ottavia mette ben presto in crisi l'unione con Giorgio, mentre anche nella boutique le cose cominciano ad andare male. Costanza decide di troncare la sua relazione con Giuliano. Laura, sua figlia adolescente, rimane incinta. La notizia fa rivivere alla madre il trauma di quando, diciassettenne, anche lei scoprì di aspettare un figlio, e determina un riavvicinamento tra le due. Risolto un problema, ecco spuntarne un altro. Paolo, figlio di Giorgio, scappa di casa quando scopre che il suo cucciolo è stato mandato da Ottavia al canile municipale...
  • Durata: 180'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: RAI CINEMAFICTION REALIZZATA DA ROBERTO SESSA PER MASTROFILM

NOTE

- MINISERIE DI 2 PUNTATE DA 90' - RAIDUE

CRITICA

"Monica Guerritore, attrice spesso in vena di sfide e di trasgressioni, offre a questa donna una faccia sofferta e non giovane a ogni costo: occhi pesti, una piega amara delle labbra, la tensione di un'ansia sempre pronta a rodere sotto la pelle. E dimostra, con un verismo fin eccessivo, che l'infelicità timbra il volto, oltre a ferire i cuori. E che l'esperienza del teatro, del vero recitare con tutto se stessi, è pedaggio indispensabile per essere o sembrare autentici anche in tv al confronto con tante facce vuote ed espressioni stereotipate e che già si confrontano con lei nello stesso film tv." (M. Poggialini, "Avvenire", 1.10.1998).
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