Copperman

ITALIA - 2019
2,5/5
Copperman
Questa è la storia di Anselmo, un uomo speciale. Attraverso i suoi occhi la realtà assume i colori delle fiabe, la purezza dei bambini e la forza magica dei supereroi. Cresciuto senza imparare a diffidare degli altri, nonostante la durezza della vita, riuscirà comunque a mantenere la sua limpida e particolare visione del mondo.
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: CATERINA CARPINELLA PER ELIOFILM, GUGLIELMO MARCHETTI PER ELIOFILM CON RAI CINEMA, IN ASSOCIAZIONE CON NOTORIOUS PICTURES
  • Distribuzione: NOTORIUS PICTURES (2019)
  • Data uscita 7 Febbraio 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Il cerchio: la forma perfetta, dove tutto torna. Un rifugio dal caos moderno, un “luogo” in cui sentirsi al sicuro e rincorrere la perfezione. Anselmo ne è affascinato, si incanta davanti alla lavatrice che gira, dove tutti i colori alla fine diventano bianchi. È il “cerchio della vita”, quello a cui si riferiva anche Il re leone, con tutte le sue specie e le sue leggi.

Anche Copperman ha una dimensione circolare. Parte da un lungo flashback, dalla storia di un bambino “diverso” che vuole sentirsi speciale. Il padre lo ha abbandonato perché deve “salvare il mondo”, così anche Anselmo prova a seguire le sue orme. Non ha le doti di un novello Forrest Gump, ma si improvvisa un supereroe con i “pattini a rotelle”.

I colori sono accesi, come se fossimo in un sogno, e la campagna si alterna alle strade della città. Sembra di essere in una favola, ma per adulti s’intende. Però il punto di vista è quello di un uomo che non è mai cresciuto. L’esistenza del protagonista è “tonda”, perché lui è fermo al passato: la sua quotidianità è un’attesa. “Per tutti questi anni non ho fatto che aspettarti”, spiega Anselmo al suo amore.

Copperman è un cinecomic mediterraneo, che parla di legami difficili, e anche di disabilità. Forse c’è troppa carne al fuoco, ma la rielaborazione “dell’handicap” in un superpotere affascina, spinge a credere in una realtà diversa da quella in cui comanda il cinismo. Il film cerca di indirizzarsi nella new wave del cinema italiano, ammiccando al Ragazzo invisibile, ma mantiene le sue radici ben salde nella commedia romantica. Al centro c’è sempre la love story, osteggiata dal cattivone di turno, che all’apparenza non si potrà mai concretizzare.

Anselmo regala alla bella Titti una goccia cristallina del suo lampadario, che lei porterà per sempre al collo, come un ciondolo. Dalle piccole cose nasce una passione, da una placca di rame (copper in inglese) si costruisce un’armatura per il paladino del borgo. Peccato che i movimenti di macchina a volte siano eccessivi, che la figura della madre (tra le più interessanti della vicenda) finisca in secondo piano fin troppo presto.

Alcuni personaggi sono caratterizzati come delle macchiette e il “cattivo”, neanche a dirlo, è da fumetto, è uscito da uno dei tanti albi che Anselmo custodisce gelosamente nel suo baule. Ma almeno il regista Eros Puglielli cerca di creare qualcosa di nuovo, di “sperimentare”, anche se con il freno a mano tirato. Curiosità: Copperman è stato realizzato tra Spoleto e dintorni, nelle stesse terre di Don Matteo, dove il crimine, nonostante l’incanto della natura, sembra non smettere mai di dilagare.

CRITICA

"Per diventare Anselmo, protagonista di 'Copperman', la cine-fiaba di Eros Puglielli che fa pensare un po' a 'Forrest Gump' e un po' a 'Lo chiamavano Jeeg Robot', Luca Argentero ha cancellato se stesso. Niente tempia grigia da 40enne irresistibile, niente sorriso accattivante, niente toni da commedia romantica. Stavolta l'attore, nato dal Grande Fratello (anno 2003), si trasforma da capo a piedi nel modo di guardare, muoversi e pensare: «Insieme ad Anselmo - spiega il regista -, penetriamo la dimensione poetica delle cose. È lui che ci conduce in un mondo più ampio, un mondo che ha bisogno dell'innocenza di un bambino per venire alla luce». Grazie ad Anselmo, Argentero dimostra che, correndo qualche rischio, si può dare di più. E ne vale la pena." (Fulvia Caprara, 'La Stampa, 7 febbraio 2019)

"(...) Siamo in presenza di una favola, dunque, e già questo è una bella novità nel cinema italiano. Come ogni favola che si rispetti, sa trattare temi importanti (la disabilità, la violenza sulle donne) con leggerezza, ma senza essere pedante e semplicistica. Anzi, ci sono momenti in cui si prova perfino un po' di paura. E se pure gli attori sono molto bravi, allora vale proprio la pena vedere cosa combina questo Copperman." (Eugenio Arcidiacono, 'Famiglia Cristiana', 7 febbraio 2019
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