Copia originale

Can You Ever Forgive Me?

USA - 2018
3,5/5
Copia originale
Quando gli editori si orientano su libri sempre più semplici e corrivi, la scrittrice Lee Israel si trova senza lavoro. I suoi tanti volumi dedicati, tra gli altri, a Katharine Hepburn ed Estée Lauder, non la salvano dal tracollo economico. Passa allora a redditizie truffe letterarie: falsifica lettere di celebrità decedute. Falso e originale, copia e collezionismo, riproducibilità intellettuale più che tecnica. Ispirata alle memorie della scrittrice Lee Israel.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, COMMEDIA, THRILLER
  • Specifiche tecniche: (1:2.39), PANAVISION CAMERAS AND LENSES, PANAVISION MILLENNIUM DXL
  • Tratto da: libro omonimo di Lee Israel
  • Produzione: ARCHER GRAY, FOX SEARCHLIGHT PICTURES
  • Distribuzione: 20TH CENTURY FOX (2019)
  • Data uscita 21 Febbraio 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Gian Luca Pisacane
Il cinema e il mondo dell’editoria. Due settori in crisi, dove i budget si sono abbassati e gli incassi non lasciano ben sperare. Tutti possono scrivere o girare un film: bastano un computer o un telefono. La vera domanda è: che cosa pubblicare/distribuire? La risposta non spetta agli “autori”, in entrambi i casi. Così sullo schermo si inizia a ragionare sul futuro dei libri.

Con occhio attento e grande freschezza, Olivier Assayas ha incantato la Mostra del Cinema di Venezia con Double vies (in italiano riadattato col terribile Il gioco delle coppie). Il suo era uno sguardo schietto, focalizzato su comportamenti giusti o sbagliati, su un universo che, dati alla mano, rischia di implodere. Da questa “moralità” parte Copia originale.


 


Lee Israel è una scrittrice che non sa più come pagare le bollette. La sua agente dice: “Il tuo lavoro non è interessante per i lettori”. E non le dà un anticipo sul prossimo romanzo. Tom Clancy prende più di tre milioni per le sue storie, mentre lei neanche un dollaro. Idea: contraffare le antiche lettere di grandi star del passato (da Noël Coward a Dorothy Parker), e rivenderle ai collezionisti. Così il genio della truffa riesce ad arrivare a fine mese, anche con l’FBI alle calcagna.

La vera vittima in Copia originale non è chi compra, ma la verità. “Non importa che siano autentiche, la gente va matta per queste cose”, spiega un rivenditore senza scrupoli. Un altro scopre di avere tra le mani un falso assoluto, e decide di lasciarlo in vetrina, al prezzo di duemila verdoni. Una rapina. E si torna al “messaggio” di Assayas, all’etica che ormai ha fatto il suo tempo. Quindi qual è la copia originale? Quella custodita in un museo? Quella scrupolosamente conservata nella teca di un ricco fan? Non importa. La verità ormai è qualcosa su misura, che ognuno si costruisce secondo i propri gusti.


 


Donne e inchiostro, un mantra di questa edizione del Torino Film Festival, da Colette a Copia originale. Grandi interpretazioni, con attrici energiche, pronte a non piegarsi davanti all’impossibile. Qui a rubare la scena è Melissa McCarthy, reginetta della commedia oltre il limite, che gioca con il politicamente scorretto. Più che recitarlo, sembra incarnare il suo scombinato personaggio, che vive in una casa indecente, innamorata dei gatti e del collo della bottiglia, parla in modo scurrile, e viene considerata “impresentabile”.

Ma è proprio questa la sua forza. Non deve dimostrare niente, non ha un’immagine da difendere, vive gli eccessi con spirito leggero. Accetta l’amicizia del suo “compare”, ma forse è un gioco delle parti. Recitano a loro stessi, per illudersi di ricevere un po’ di calore umano. Mentre la New York dei primi anni Novanta appare fredda e buia. E gli abitanti della Grande Mela si comportano come tante piccole isole, faticano a incontrarsi, fanno disperati tentativi di rimanere a galla. Tutto questo in un piccolo film dal cuore grande.

NOTE

- TRA I PRODUTTORI ESECUTIVI: BOB BALABAN.

- PRESENTATO AL 36. TORINO FILM FESTIVAL (2018), NELLA SEZIONE 'FESTA MOBILE'.

- CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2019 PER: MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO (MELISSA MCCARTHY).

- CANDIDATO ALL'OSCAR 2019 PER: SCENEGGIATURA NON ORIGINALE, MIGLIOR ATTRICE (MELISSA MCCARTHY), MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (RICHARD E. GRANT).

CRITICA

"(...) Difficile suscitare simpatia per una protagonista tanto determinata a farsi odiare, ma - sullo sfondo di un'elegante ambientazione newyorkese e sul filo di un copione (Nicole Holofcener e Jeff Whitty, candidati all'Oscar) che scorre fedele al libro caricandosi di suggestioni letterarie - Melissa McCarthy (nominata alla statuetta) scandisce il dramma sui suoi formidabili tempi comici, conferendo un tenero spessore umano a questo ritratto di inguaribile misantropa; e intrecciando un felice duetto con il britannico Richard E. Grant, in gara come attore secondario per la spudorata genuinità con cui incarna Hock. Mescolando 'Goodbye Ladies' e 'Charade', la colonna musicale assicura al tutto un delizioso gusto retrò." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 21 febbraio 2019)

"(...) Con Melissa McCarthy in una parte insolita, 'Copia originale' è un film raro. Mette insieme le solitudini di due marginali, Lee e Jack, mascherati dietro una facciata di cinismo e in lotta con un mondo che, ieri (l'azione si svolge nel 1991) come oggi, si fa beffe di chi non ha successo. Inoltre, cosa ancor più insolita, si prende il tempo necessario per farti familiarizzare con i personaggi, che osserva senza alcun pietismo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 21 febbraio 2019)

"Rimettendo in circolo la questione del vero o falso, magistralmente indagata da Fellini e Welles, la regista Marielle Heller, in ottima calligrafia venata di malinconia, inquadra le fake letter della scrittrice alcolizzata Lee Israel. (...) Candidato a tre Oscar, meriterebbe di far vincere soprattutto la strepitosa Melissa McCarthy comica trash che rivela finezza psicologica eccezionale." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 21 febbraio 2019)
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