Contromano

ITALIA - 2018
2,5/5
Contromano
Mario Cavallaro si sveglia tutte le mattine nello stesso modo, nella stessa casa, nello stesso quartiere, nella stessa città, Milano. Ha appena compiuto cinquant'anni. Mario ama l'ordine, la precisione, la puntualità, il rispetto, il decoro, la voce bassa, lo stare ognuno al proprio posto. La sua vita si divide tra il suo negozio di calze ereditato dal padre e un orto, unica passione conosciuta, messo in piedi sul terrazzo della sua abitazione. Ogni cambiamento gli fa paura, figuriamoci se il suo vecchio bar viene venduto ad un egiziano e se davanti alla sua bottega arriva Oba, baldo senegalese venditore di calzini. Quel che è troppo è troppo e per Mario la soluzione è semplice e folle allo stesso tempo: "rimettere le cose a posto". Così decide di rapire Oba per riportarlo semplicemente a casa sua, Milano-Senegal solo andata. In fondo, pensa, se tutti lo facessero il problema immigrazione sarebbe risolto, basta impostare il navigatore. Ma poi questo paradossale on the road si complicherà terribilmente. Anche perché Oba acconsentirà alla sua "deportazione" a patto che Mario riaccompagni a casa anche la sorella, Dalida. Saranno guai seri o l'inizio di una nuova imprevista armonia?
  • Altri titoli:
    A Casa
    Back Home
  • Durata: 113'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: DCP (1:2.35)
  • Produzione: DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 29 Marzo 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Angela Prudenzi
Il tema dei migranti, da tempo centrale all’interno della scena cinematografica internazionale, si sta imponendo anche in seno alla nostra produzione.

Sollecitati dalla realtà molti registi hanno puntato l’obiettivo verso chi viene da molto lontano raccontandone drammi, cambiamenti, riuscite integrazioni.

Si confronta con l’argomento anche Albanese, al quale va riconosciuto il merito di partire da un punto di vista originale, come si addice a un autore fuori dagli schemi quale è. Cosa succederebbe se ogni cittadino si facesse carico di ciò che lo stato non sembra in grado di fare, cioè riportare a casa un migrante?


Chiaro che Contromano si giochi sul paradosso, benché la vicenda del commerciante di biancheria che sente puzza di fallimento perché di fronte al suo negozio un giovane africano vende calzini a poche lire, di paradossale non abbia nulla.

Una posizione, piuttosto, in linea con l’aria che tira. Che poi il viaggio verso l’Africa si riveli un’importante scoperta di culture e saperi diversi, era fin troppo facile immaginarlo.

Originale finché sfodera una certa cattiveria nutrita di luoghi comuni e razzismo a doppia faccia (italiano vs. immigrato e viceversa), il film scivola in un finale buonista al quale si poteva forse trovare una soluzione meno scontata.

CRITICA

"Antonio Albanese comincia leghista e finisce buonista, in Contromano (dal 29 in trecento sale). (...) Al cinema veniva dal 'gatto in tangenziale', ora Albanese fa un'inversione a «U» in una storia da lui stesso definita «paradossale e iper-realista. Grazie a quel viaggio, il mio protagonista trova delle verità». Ha preso di petto uno dei temi caldi delle elezioni politiche, l'emigrazione, «in modo garbato, avevo il desiderio di esprimermi con leggerezza, che non è una parolaccia. L'ironia è la mia gioia. Sono terrorizzato di non vederla più in Italia; si è sempre aiutato con l'ironia, questo paese. Il film nasce dal desiderio sociale, come spettatore, di raccontare in maniera diversa qualcosa di così impetuoso». (...) Albanese è tornato alla regia dopo sedici anni: «Mi sono dato a registi validi e da loro ho imparato tecnicamente. Sono cresciuto con Kaurismaki, uno dei grandi maestri dell'ironia, non c'è niente di più drammatico e divertente delle sue storie». Il film è girato a Milano, il negozio di Mario (che scoprirà il Mal d'Africa) è in piazza dei Volontari, nome che simbolicamente proietta una eco sul tema del film, che Albanese vede come una fiaba." (Valerio Cappelli, 'corriere.it', 23 marzo 2018)
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