Come ti dirotto il jet

Don't Drink the Water

USA - 1969
Come ti dirotto il jet
Walter Hollander, proprietario di una ditta specializzata nell'allestimento di rinfreschi, lascia l'America alla volta dell'Europa per un periodo di vacanze insieme alla moglie Marion e alla figlia Susan. I tre visitano l'Inghilterra, la Francia, l'Italia e infine la Grecia, ultima tappa dell'itinerario. Durante il viaggio di ritorno, però, un agente segreto dirotta l'aereo e lo fa atterrare in Bulgaria. Qui Hollander, sorpreso a fotografare i suoi familiari, viene scambiato per una spia e riesce a scampare all'arresto rifugiandosi con Marion e Susan nell'ambasciata Americana, retta in assenza dell'ambasciatore Magee, da suo figlio Axel, giovanotto simpatico ma del tutto sprovveduto. Mentre i soldati bulgari, agli ordini dell'agente Krojack, circondano l'ambasciata, Axel, rilasciando dichiarazioni inopportune finisce col peggiorare la situazione di Hollander, le cui possibilità di far ritorno negli Stati Uniti diventano sempre più esigue. Chiesto l'aiuto dell'FBI, Axel riesce ad organizzare un fantasioso piano di fuga per gli Hollander che viene però ostacolato dall'improvviso rientro in sede dell'ambasciatore, il quale - dopo essersi accordato con Korjack per risolvere in altro modo la questione -cerca di impedirne la fuga. Però Axel ha finalmente una buona idea e riesce infine a consentire il ritorno in America di Walter e Marion Hollander mentre Susan resta in Bulgaria dopo averlo sposato.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR, PATHECOLOR
  • Tratto da: commedia omonima di Woody Allen
  • Produzione: JACK ROLLINS, JOSEPH E. LEVINE E CHARLES H. JOFFE PER LA AVCO EMBASSY PICTURES
  • Distribuzione: EURO - DOMOVIDEO

CRITICA

"Una commedia umoristica di palese derivazione teatrale, appesantita da un ritmo lento e monocorde e da un dialogo che solo in rare occasioni riesce ad essere spiritoso. Apprezzabile, nella mediocrità complessiva del film, la caratterizzazione dei protagonisti." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 68, 1970)
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